Il modello di Oliena contro gli sprechi idrici

La rete intelligente di Abbanoa è un successo: consumi e perdite dimezzati Recuperati 17 litri al secondo, in totale mezzo milione di metri cubi all’anno

INVIATO A OLIENA . È un modello e come tutti i modelli è nato per essere replicato. Che poi il primo vagito sia arrivato dalle pendici del monte Corrasi non è certo un caso. Anzi. Abbanoa ha iniziato la rivoluzione della distribuzione idrica da una rete particolarmente inefficiente. In termini più diretti, un vero e proprio colabrodo che “perdeva” 30 litri al secondo su un’immissione di 44. A destinazione, insomma, ne arrivavano appena 14. Tradotto in soldoni significa che ogni anno la rete idrica del paese gettava al vento circa 320mila euro di energia elettrica utilizzata per alimentare il sistema. Decisamente troppo per fare finta di nulla ma allo stesso tempo il giusto campo di prova per un progetto pilota pronto a essere replicato in altri 30 comuni, tra cui tutte le città isolane e i centri più popolosi delle 4 province. Per resettare la distribuzione idrica della rete di Oliena – 34 chilometri di tubature che servono 3200 utenze 7200 abitanti attraverso tre serbatoio urbani– sono stati necessari “appena” 200mila euro. Praticamente 120mila in meno di quelli che venivano gettati al vento ogni anno per la bolletta della luce e circa o, per gli amanti del bricolage, una quota che avrebbe garantito la sostituzione di circa 200 metri di rete. Perché a Oliena ha debuttato la prima “rete intelligente dell’acqua sarda”.

Il vecchio sistema. La prassi era praticamente fossilizzata: si iniziava con la segnalazione del guasto, poi scattava l’intervento e infine avveniva la sostituzione della tubazione. Risultato: disservizi per gli utenti, panico nelle strade per i continui taglia e cuci sull’asfalto, costi alle stelle e relative macumbe per sperare che il “rattoppo” non generasse altre perdite. Perché il ciclo dell’acqua è tutta una storia di pressioni e siccome la fisica non è un’opinione, il rafforzamento di un tubo sposta il problema sulla parte più debole della rete dove è facile che si verifichi nuovamente. L’elenco delle rotture può essere ridotto a tre macrocause: la pressione troppo alta, i “colpi d’ariete” (ovvero gli sbalzi di pressione), e l’aria nelle tubazioni.

Il progetto Oliena. La prima rete intelligente della Sardegna è stata realizzata da Abbanoa e dalla divisione Aulos della multinazionale Hitaci. Il progetto si è sviluppato seguendo tre linee guida. Per prima cosa è stata necessaria un’analisi della rete idrica, un po’ perché spesso la mappatura dei sottoservizi non è chiara nemmeno ad Abbanoa, ma soprattutto per misurare portate e pressioni. Un compito svolto in un settimana a cui ha fatto seguito la diagnosi dei problemi rilevati. Infine, le soluzioni progettuali definite da Abbanoa e Aulos. Il passaggio dalla teoria alla pratica ha permesso di raggiungere gli obiettivi in 4 mesi di lavoro, senza la costosa sostituzione delle condotte che sono state integrate da strumenti di rilevazione e da un sistema di saracinesche collegate da una rete di telecontrollo che permette di individuare guasti e perdite dallo schermo di un terminale. E in poco tempo sono stati recuperati 17 litri di acqua ogni secondo, ovvero circa mezzo milione di metri cubi ogni anno.

Gli obiettivi raggiunti. Dopo aver diviso la rete del paese in tre distretti e aver trovato la forma più adeguata per mettere a regime i tre serbatoi che servono il paese, la drastica riduzione delle perdite ha permesso di contribuire alla salvaguardia della sorgente carsica di Su Gologone, tutelato dal ministero dell’Ambiente che lo definito “monumento naturale”. Non solo, adesso l’utilizzo delle acque sorgive è nuovamente sostenibile e potrebbe essere ampliato ai sei comuni della Valle del Cedrino (Irgoli, Loculi, Onifai, Galtellì e Orosei) dopo che “sa vena” alimenta già Oliena e Dorgali. La regolazione delle pressioni diurne e notturne , dei regimi di flusso e delle dispersioni idriche ha permesso poi un enorme risparmio energetico. Adesso, poi, con la realizzazione delle “camerette” (Oliena) e degli “armadi” (Dorgali), la rete può essere gestita con maggiore precisione e comodità. Alle vecchie tubature, infatti, sono stati aggiunti strumenti di misurazione – collegati tra loro – che permettono il controllo costante della quantità d’aria presente nelle tubazioni e per la prevenzione dei temutissimi colpi d’ariete.

Adesso a Oliena è possibile agire su pressioni differenti a seconda della zona di riferimento, si può effettuare una duplice regolazione delle pressioni, una diurna e una notturna dato che le esigenze sono molto diversa durante il giorno rispetto a quelle notturne, ed è stata realizzata una rete antincendio con quattro punti di prelievo in caso di necessità. Un passo in avanti assolutamente notevole che è stato compiuto ad Oliena proprio per misurarsi con una rete problematica resa ancora più complicata
dalle pendenze e della necessità di ridurre drasticamente gli sprechi e i consumi energetici. Una “palestra” durissima che ha però formato gli “atleti” che adesso dovranno replicare il successo registrato a Oliena anche in altri 30 comuni, i più popolosi della Sardegna. (Fine)

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