Mare da sogno, Sardegna ancora sul podio

Cinque vele, l’isola domina la classifica delle località balneari scelte da Legambiente e Touring Club

SASSARI. Anche quest’anno la Sardegna sale sul podio delle Vele – assegnate da Touring club e Legambiente – e si conferma prima in classifica seguita da Sicilia e Puglia. Le 5 vele, il massimo riconoscimento, sventolano in cinque comprensori turistici: dalle terre della Baronia di Posada, in provincia di Nuoro, all’area più a nord che comprende la Gallura costiera, e poi più a sud, dal comprensorio di Baunei e lungo il litorale di Chia per arrivare alla costa occidentale, lungo il litorale della Planargia, che comprende il comune di Bosa. Importanti anche i riconoscimenti ottenuti da Sicilia (4 comprensori a 5 vele), Puglia, Campania, Toscana (tutte e tre con due comprensori a 5 vele), Liguria e Basilicata.

La Sardegna è quindi al top della classifica per le località di mare secondo la guida annuale di Legambiente e Touring Club «Il mare più bello 2018». La guida racconta 44 tra le più belle zone balneari del nostro paese. Non pretende di essere un censimento dei comprensori balneari italiani ma ne rappresenta una selezione in base a criteri ispirati principalmente alla qualità delle acque e, più in generale, all’attenzione all’ambiente. In testa alla classifica dei comprensori turistici a cinque vele le terre della Baronia di Posada e del parco di Tepilora (in provincia di Nuoro, con Posada miglior comune, seguito da Siniscola) e, al secondo posto, il litorale di Chia (che ricade nel comune di Domus de Maria in provincia di Cagliari).

I migliori comprensori balneari d’Italia sono stati individuati da Legambiente sulla base delle qualità ambientali e di quelle dei servizi ricettivi: uso del suolo, degrado del paesaggio e biodiversità, attività turistiche, stato delle aree costiere, mobilità, energia, acqua e depurazione, rifiuti, iniziative per la sostenibilità, sicurezza alimentare e produzioni tipiche, mare, spiagge ed entroterra, struttura sociale e sanitaria. «Per il secondo anno abbiamo confermato la divisione del territorio costiero in comprensori turistici – ha spiegato il presidente di Legambiente, Stefano Ciafani –. Abbiamo preferito cioè valutare territori un po’ più ampi del singolo comune costiero. Vogliamo raccontare come le reti territoriali e le comunità riescano a valorizzare le località e il loro patrimonio naturale. I turismi che coltivano uno stretto legame con il territorio stanno infatti diventando veri e propri apripista dell’intero sistema turistico. Il modo migliore per raccontare le eccellenze è lanciare la sfida di distretti turistici che guardino alla sostenibilità come ingrediente principale. In quest’ottica, le località a cinque vele non sono solo le più belle del nostro Paese, ma anche quelle più capaci a rispondere alle sfide del cambiamento del turismo prossimo venturo».

«La scelta di promuovere territori più che singoli comuni è una scelta che abbiamo sposato con convinzione perché i territori valorizzano l'identità plurale
del paese – gli ha fatto eco Giulio Lattanzi, direttore generale del Touring Club Italiano – La selezione rigorosa proposta dalla guida “Il mare più bello” rappresenta bene la nostra missione di valorizzazione del paesaggio, del patrimonio artistico culturale e delle economie locali».

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