Morto al Brotzu dopo l’intervento: altre lettere del “corvo”

CAGLIARI. Non solo la lettera anonima arrivata alla famiglia su carta intestata dell'ospedale Brotzu che aveva fatto scattare l'esposto dei parenti e l'inchiesta della Procura di Cagliari per...

CAGLIARI. Non solo la lettera anonima arrivata alla famiglia su carta intestata dell'ospedale Brotzu che aveva fatto scattare l'esposto dei parenti e l'inchiesta della Procura di Cagliari per omicidio colposo. Ora, dopo l'autopsia, una pioggia di altre lettere anonime si abbatte sull'indagine legata al decesso di Davide Colizzi, 49 anni di Maracalagonis (Cagliari), morto il 24 maggio a distanza di tre giorni da un intervento chirurgico alla valvola aortica. Altre missive, sempre spedite all'interno di buste del Brotzu - ospedale non nuovo a questi “veleni”- sono arrivate ai tre esperti dell'Università Cattolica di Roma che dovranno scoprire le cause della morte ed eventuali responsabilità. Un'altra lettera sarebbe arrivata anche alla pm Rossana Allieri che, nel frattempo, ha ceduto il fascicolo alla collega Maria Virginia Boi, uno dei magistrati del pool che si occupa di colpe mediche. Tornano dunque a colpire i “corvi” al Brotzu. Già nel 2006 altre lettere anonime avevano accusato quattro chirurghi della morte di una donna nel reparto di Cardiochirurgia. Le indagini si chiusero con l'archiviazione.

Per quest’ultima vicenda sul registro degli indagati - difeso dall'avvocato Leonardo Filippi - è stato iscritto il primario Emiliano Maria Cirio, a capo dell'équipe che ha effettuato l'intervento chirurgico. La prima lettera anonima arrivata alla famiglia ipotizzava il blocco della macchina per la circolazione extracorporea, ma accusava direttamente anche il chirurgo. Le nuove lettere sarebbero molto dettagliate e punterebbero, secondo le indiscrezioni, a indirizzare il lavoro dei consulenti della Procura.

«Se qualcuno ha notizie vere e non pettegolezzi si presenti al magistrato - ha attaccato l'avvocato Filippi - Ci sono una vedova e due bambine
che vogliono la verità e un chirurgo che ha salvato tante vite che potrà così dimostrare la sua innocenza. Il corvo che si annida in ospedale non ha il coraggio di farsi avanti ma getta fango restando nell'ombra perché ha paura di assumersi la responsabilità dei pettegolezzi che riporta».

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