Nei Comuni dell’isola spazio a giovani e donne

Le percentuali registrate in Sardegna sono molto più alte delle medie nazionali. Il record a Nuoro: il 42 per cento degli amministratori ha meno di 40 anni

SASSARI. Sono giovani, più della media nazionale. E in molti casi sono donne, in una percentuale superiore a quella registrata nel resto d’Italia. La classe politica sarda si è rinnovata, perlomeno a livello comunale. Il ricambio generazionale, e quello di genere, era un dato piuttosto evidente anche scorrendo i risultati delle ultime elezioni amministrative ma il turnover era già iniziato da qualche tempo, precisamente dal 2016. La conferma arriva dai dati raccolti e verificati dall’Istat che consegnano alla Sardegna un posto in prima fila quando si parla di amministratori comunali con meno di quarant’anni o di amministratrici donne.

La percentuali. La fotografia dell’Istat non lascia alcun dubbio. Nei consigli comunali della Sardegna siedono molti giovani, sono circa 1200, e sempre più donne. Se in Italia la media degli under 40 è del 31,3 per cento, In Sardegna sale fino ad arrivare al 36,9 per cento. Ci sono province, poi, che vanno molto oltre. I comuni della provincia di Nuoro hanno il 42,8 per cento di amministratori under 40. La provincia di Oristano è leggermente più anziana ma fa registrare comunque un dato significativo: 37,3 per cento. Stessa storia per le quote rosa, anche se con percentuali più vicine a quelle nazionali ma comunque superiori. In Italia la amministratrici comunali sono il 30,1 per cento del totale, in Sardegna la percentuale sale di circa due punti e si attesta sul 31,9 per cento. Ci sono comunque almeno due picchi significativi: nel cagliaritano le donne che siedono in consiglio comunale sono il 37 per cento mentre in provincia di Nuoro sono il 34.

L’Anci. Il presidente della sezione sarda dell’associazione nazionale dei comuni, Emiliano Deiana, legge con soddisfazione i dati raccolti dall’Istat: «È una rilevazione significativa che racconta molto del mondo giovanile e di quello femminile – spiega Deiana che a sua volta è stato un sindaco giovanissimo nel comune di Bortigiadas – perché di questi tempi è più che importante programmare il futuro e i giovani non possono perdere altro tempo». Secondo il presidente dell’Anci l’apporto delle nuove leve è fondamentale: «Hanno sicuramente una marcia in più e mettono tanto entusiasmo in tutto quello che fanno». La donne, invece, oltre all’interesse per la gestione della cosa pubblica possono contare sulla doppia preferenza di genere che ha aperto le porte dell’amministrazione comunale a tante aspiranti consigliere: «È sicuramente uno strumento positivo ma non può essere applicato nei comuni che hanno meno di 5mila abitanti dove, comunque, abbiamo registrato un interesse sempre maggiore – continua Deiana – e hanno portato nelle amministrazioni una sensibilità che mancava soprattutto rispetto alla politiche familiari e al sociale con una grande attenzione a tutto quello che riguarda la cura delle persone».

L’amministratrice. Stefania Piras, sindaco di Oniferi, rappresenta appieno il campione fotografato dall’Istat: giovane, donna e impegnata in politica. E la sua avvenuta alla guida del comune del Nuorese è arrivata al secondo mandato che sta affrontando con una giunta composta da sole donne : «Ma sarà l’ultimo perché è giusto garantire un ricambio – spiega la sindaca prima di mettere in chiaro un aspetto fondamentale della faccenda –. Attenzione, essere giovani non vuol dire automaticamente essere nuovi. Anzi, ci sono trentenni che escono dalla scuole di partito che sembrano le fotocopie ringiovanite di chi li ha preceduti». Quando però ci sono le capacità, la carta d’identità fresca di stampa può essere un vantaggio : «In linea di massima la gioventù porta innovazione, proprio come le donne portano maggiore sensibilità verso la cura del sociale, della scuola e della famiglia che sono punti fondamentali, ad esempio, per combattere lo spopolamento. Noi ci stiamo provando anche con i bonus bebè – spiega la sindaca. E in effetti qualcosa si muove
dato che a Oniferi, 950 residenti, nell’ultimo anno sono nati 14 bimbi: «Ma non è mica tutto merito nostro – spiega ancora Stefania Piras –, diciamo che chi sceglie di vivere in una piccola comunità si impegna per cercare di migliorarla. Noi ci proviamo con l’amministrazione, tutto qua».

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