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Grig: «Via le recinzioni dall’altopiano del Golgo»

Baunei, gli ecologisti attaccano il Comune che ha concesso a un privato l’utilizzo di campi e sorgenti

BAUNEI. Gli ambientalisti del Gruppo di intervento giuridico e il Comune di Baunei sono ormai ai ferri corti. Il motivo è tutto nella recentissima recinzione autorizzata a un residente dall’amministrazione ogliastrina attorno alle sorgenti di As Piscinas, nell’Altopiano del Golgo.

«Da sempre la fauna selvatica e il bestiame allo stato semi-brado vanno ad abbeverarsi in quelle sorgenti – scrivono gli ambientalisti del Grig –, ora non possono più, perché il Comune di Baunei ha concesso quelle aree a uso civico a un residente, che ha realizzato una recinzione completa del sito. Così gli animali selvatici crepano di sete o nel disperato tentativo di superare la recinzione per abbeverarsi, come un povero Cinghialetto rinvenuto di recente. La recinzione è illegittima, la concessione è parzialmente illegittima. L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha da tempo inoltrato (il 29 marzo del 2018) una specifica istanza per la revoca, quantomeno parziale, della concessione dei terreni a uso civico effettuata nell’area del Golgo – As Piscinas di Baunei e del relativo provvedimento di mutamento e sospensione dei diritti di uso civico per la realizzazione di servizi turistici – scrive Stefano Deliperi che ha un’idea molto chiara sulla legittimità del provvedimento– la “concessione di valorizzazione” contrasta palesemente e insanabilmente con il regolamento comunale per l’esercizio dei diritti di uso civico che dice che “non possono essere oggetto di concessione sorgenti e acque pubbliche, beni archeologici o storici” ma anche “non potranno mai essere recintate le fonti, gli abbeveratoi, i corsi d’acqua e qualsiasi altra struttura d’interesse pubblico”». Insomma, gli spunti non mancano secondo il Grig e gli ambientalisti sono pronti ad andare sino in fondo. «Auspica rapidi provvedimenti che riportino legalità nella gestione del demanio civico di Baunei, già in passato oggetto di discutibili utilizzi, e la fruizione pubblica di beni archeologici e ambientali che non possono e non devono esser “privatizzati” in alcuna forma e per qualsiasi motivo. E, se non dispiace, provvedimenti che consentano alla fauna di vivere in pace».