Allevamento di lumache, ecco il disciplinare

A San Sperate inaugurato un centro dell’Istituto elicicoltura di Cherasco. Sabato giornata informativa

CAGLIARI. L'allevamento delle lumache in Sardegna prova a decollare con un occhio alla sostenibilità. È stata inaugurata ieri a San Sperate la succursale dell'Istituto internazionale di elicicoltura di Cherasco. L’obiettivo dichiarato è agevolare il rapporto sul territorio con gli allevatori e con chi vorrà intraprendere questa nuova attività in Sardegna. E non a caso durante la presentazione della nuova attività, in una giornata organizzata col patrocinio della locale amministrazione e della Regione, si è parlato di elicicoltura 2.0. E stato infatti proposto il nuovo disciplinare metodo Cherasco, documento che nasce con lo scopo di ottenere un prodotto d’eccellenza seguendo scrupolosamente alcuni dettami fondamentali: alimentazione vegetale, rispetto dell’animale, migrazione naturale, agricoltura simbiotica, seguendo la filosofia Slow food. Erano presenti anche l’assessore all’agricoltura Pier Luigi Caria e il sindaco di San Sperate Enrico Collu.

«Abbiamo rivoluzionato completamente questo settore – ha spiegato Simone Sampò, il presidente dell'Associazione nazionale elicicoltori – crediamo profondamente che la qualità debba andare di pari passo con le esigenze dell’ambiente». Simone Davini, dell'Azienda Helixarda, sarà il responsabile della succursale di San Sperate: «Da tempo – ha detto – aspettavamo un supporto concreto sul territorio regionale che potesse seguirci nelle prime fasi di attività. Questo per me è un traguardo importantissimo e rappresenta anche una nuova partenza e una nuova avventura».

Quello dell’allevamento delle lumache è un settore in espansione che vede i sardi come grandi consumatori. «Abbiamo cercato di essere ancora più vicini ai nostri allevatori e ai futuri associati – ha detto Sampò – proprio per testimoniare come per noi sia importante il rapporto con tutto il territorio italiano». La regola seguita è che l'elicicoltura non può essere uguale in tutti i luoghi: « Cambia il microclima, pertanto ogni condizione è diversa e bisogna adattare l'elicicoltura alla realtà del luogo».

L’associazione nazionale propone nuovi metodi. «Per troppi anni – ha affermato Sampò – l'elicicoltura è stata fatta dietro una scrivania. È necessario invece scendere negli allevamenti, capire i problemi reali, avere un contatto con gli elicicoltori, fare formazione. È un grande traguardo
approdare anche in Sardegna». In programma le aperture delle succursali di Puglia, Calabria e Sicilia. E sabato, per la giornata informativa organizzata alla Scuola civica di musica in via Sassari 3, a San Sperate, si attendono oltre 130 persone interessate al fenomeno. (a.palm.)

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