Siri: sulla flat tax solo pregiudizi, aiuterà l’isola

Il sottosegretario attacca le previsioni nere di Agus e Sabatini. La replica: la Lega difende il ricco nord

CAGLIARI. Il governo contrattacca dopo la previsione catastrofica per le casse dell’Isola in caso di adozione della flat tax illustrata dai presidenti delle commissioni autonomia e bilancio del Consiglio regionale, Francesco Agus (Campo progressista) e Franco Sabatini (Pd), secondo i quali ci sarebbe un mancato trasferimento dallo Stato di almeno 655 milioni di euro. La replica arriva con una nota del senatore della Lega Armando Siri, sottosegretario alle infrastrutture e trasporti (quello della recente gaffe su Toninelli, che non sapeva essere ministro del suo dicastero): «Invece di parlare a caso mossi solo dal pregiudizio ideologico – attacca – dovrebbero sapere che la Sardegna ha la pressione fiscale sull'utile di impresa tra le più alte d'Italia. A Sassari è nettamente superiore alla media italiana, 66,4%, +6% rispetto al 2011. Qui artigiano e piccoli imprenditori lavorano 8 mesi solo per pagare l'Erario. Purtroppo non va meglio anche per le altre province dell'Isola». Siri afferma che «Sabatini e Agus parlano di tagli del tutto inventati che graverebbero sulle finanze regionali» descrivendo la flat tax «provvedimento a impatto zero per la finanza locale e per i servizi erogati a favore dei cittadini che anzi, potranno essere rafforzati e non tagliati come è invece accaduto in questi anni. Una grande occasione per la Sardegna per attrarre investimenti, per creare posti di lavoro e per sostenere le imprese e le famiglie del territorio.

Immediata la controreplica di Agus e Sabatini: «Non sorprende l’atteggiamento del Senatore Siri, giacché il suo partito difende gli interessi delle ricche regioni del nord Italia e non mostra alcuna attenzione verso i sardi e i nostri diritti. Non abbiamo alcun pregiudizio ideologico, come erroneamente ha pensato Siri: viviamo in uno Stato dove ancora vige la libertà di parola e non accettiamo censure». E ancora: «Che siamo a favore della riduzione delle tasse, lo dimostra il fatto che la Sardegna ha le aliquote addizionali Irpef e Irap più basse d’Italia; tuttavia, pensiamo che le riforme debbano improntarsi sulla progressività del sistema tributario e che tutti debbano concorrere alle spese pubbliche in ragione della propria capacità contributiva. Da qui – dicono Agus e Sabatini – nasce
la nostra perplessità su un sistema che colpisce i contribuenti tutti allo stesso modo, favorendo le fasce più benestanti, garantendo solo delle mancette a quelle più deboli, con un incremento di rette scolastiche, e ticket sanitarii e una riduzione dei servizi pubblici». (a.palm.)

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