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La sfida del mago Frantziscu: il futuro è scritto nei numeri

Sanna Carta ha creato Sseo, osservatorio socio economico sulla realtà dell’isola. Dall’analisi delle cifre la scoperta di fenomeni, curiosità del presente e tendenze

SASSARI. Di fronte a un numero la sua mente mette il pilota automatico. Il suo approccio da sociologo lo porta ad analizzare quel numero, a confrontarlo e a valutarlo per dargli un peso e un significato. E raccontare così una storia, una tendenza, un fenomeno, una curiosità. Si chiama data journalism, per lui è più semplicemente la possibilità di capire il presente e immaginare il futuro. «I numeri spiegano, sintetizzano, descrivono e mostrano. Per affrontare i problemi si deve partire dai numeri, dalla loro consistenza e qualità». Con questa visione Frantziscu Sanna Carta, 41 anni, di Oristano, nel 2016 ha creato Sseo: significa Sardinian socio economic observatory (www.sardinianobservatory.org) ma anche (e soprattutto) “sono” in sardo. È una associazione no profit – neppure un euro di guadagno – che stimola la riflessione sulla realtà dell’isola. E lo fa attraverso numeri e statistiche, confronti – per esempio con le altre isole del Mediterraneo – e analisi di fenomeni. A due anni dalla nascita Sseo è una rete di persone sparse in mezzo mondo e unite dalla stessa passione. Ma è anche un riferimento per chi fa comunicazione e da Sseo attinge una miniera di informazioni. Perché – questo è il punto di forza – pur essendo di seconda mano (già pubblicati da Istat e servizi di statistica) i dati di Sseo sono originali sia per la presentazione grafica sia per l’interpretazione che gli viene data: alla ricerca appunto di quella curiosità che da sola diventa notizia.

Le scoperte. Un esempio recente: il boom dei matrimoni con rito civile in Sardegna, che in percentuale hanno clamorosamente sorpassato quelli religiosi celebrati in Chiesa. È stato Sseo a diffondere la notizia. E poi: con chi si sposano, sardi esclusi, le donne sarde? Sorpresa: con i piemontesi. Ancora: quanti sono e quanto dichiarano al Fisco i Paperoni di Sardegna? E dove vivono i centenari? Quanti saranno nel 2065 gli ultranovantenni dell’isola? Ancora: quali sono i 20 Comuni che ospitano il numero più alto di turisti? Tutte le risposte su Sseo.

Innamorato dei numeri. Frantziscu, il mago dei numeri, più di un terzo dei suoi 41 anni li ha vissuti fuori dall’isola. Nato e cresciuto tra Oristano e Samugheo, a 19 anni ha fatto la valigia ed è partito per Roma. Studi alla Sapienza, laurea in Sociologia, «ha lavorato in istituti di ricerca e nella stessa Università, nella facoltà di sociologia – racconta – dove per un paio di anni ho insegnato come professore a contratto Sociologia del Turismo - metodi e tecniche per l'analisi dei sistemi turistici locali. Poi, per scelta, sono rientrato in Sardegna e ho lavorato come sociologo per pubbliche amministrazioni e privati sui i temi più disparati: sviluppo locale, politiche sociali, politiche del lavoro, progetti di cooperazione, turismo». Ora Frantziscu è funzionario della Regione, vive a Cagliari e lavora per l’Aspal, l’agenzia per il lavoro. Una vita tra i numeri, una passione da cui nel 2016 è nato Sseo.

L’Osservatorio. Prima di dare gambe all’idea Frantziscu ha sondato il terreno. Ha cercato di capire, da bravo analista, quanto il suo progetto potesse trovare gradimento e su che tipo di squadra potesse contare. L’entusiasmo di allora è lo stesso di oggi. Sseo è un gruppo di lavoro internazionale con una caratteristica comune: tutti per hanno un’altra occupazione, Sseo è una passione dalla quale, per scelta, non ricavano neppure un centesimo. Oltre a Frantziscu le veterane sono Alessandra Arru, esperta di politiche europee, (di Villanova Monteleone, vive e lavora a Sassari) e Debora Aru, data journalist, (di Siamaggiore, vive le lavora in Galles). E poi un lungo elenco di collaboratori sparsi in mezza Europa che si occupano della grafica, delle elaborazioni, della gestione del sito, dei social media. «Oltre alle open conference di presentazione del progetto con cui attiviamo nuove collaborazioni, abbiamo anche un gruppo su facebook e uno su whatsapp che ci servono per scambiarci idee e assegnarci le cose da fare. La rete delle collaborazioni e poi ancora più estesa sui singoli temi e sulle singole elaborazioni con collaborazioni esterne»

La prossima sfida. In due anni Sseo ha fatto il botto. Un primo conteggio dice che almeno 200 articoli di giornali hanno riportato le elaborazioni dell’osservatorio e recentemente anche le agenzie di stampa si sono accorte della sua esistenza rilanciandone i contenuti. Sseo lavorando in sordina, senza chiedere un briciolo di pubblicità, è riuscito ad affermarsi. «L’obiettivo era questo – dice Frantziscu – fare conoscere il nostro prodotto e conquistare credibilità. È accaduto e ne siamo molto fieri. Ci chiamano ai convegni per parlare di data journalism. E da diversi mesi riceviamo decine di richieste e offerte per collaborazioni di tipo economico. Ma guadagnare, almeno per ora, non è una priorità. Quello che conta è essere citati come fonte, perché in questo modo Sseo acquisisce ulteriore autorevolezza». Ma ora, trascorsi due anni, la creatura di Frantziscu Sanna Carta potrebbe mutare pelle. «La prima fase, quella della conoscenza – spiega – si avvia alla conclusione – e inizia quella successiva. In cantiere abbiamo un nuovo sito e, forse, il salto di qualità». Ecco la sfida: «Sinora abbiamo lavorato su open data realizzati da altri, come l’Istat, con numeri e percentuali che noi rielaboriamo, incrociamo e scorporiamo. Ci siamo detti: perché non provare a produrre direttamente noi gli open data? In questo modo potremmo offrire un prodotto di prima mano. Sarebbe stimolante». La mente del mago dei numeri sta già volando in alto.

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