Appello ai parlamentari: «Salvate l’agricoltura»

Lettera aperta del coordinamento Agrinsieme: «Date voce alle nostre richieste» In Consiglio il Pds contesta i ritardi nell’avvio di Argea come nuovo ente pagatore  

CAGLIARI. L’agricoltura sarda può risorgere solo se ci sarà un’unica vertenza nazionale con il Governo. A sostenerlo è Agrinsieme, il coordinamento delle associazioni di fanno parte Cia, Copagri, Confragricoltura e le centrali della cooperazione. Non è però solo un appello generico, i destinatari sono prima di tutto i parlamentari sardi: «Dobbiamo costruire – si legge – un nuovo e duraturo sistema di alleanze per far uscire le aziende sarda dalla lunga crisi e migliorare le condizioni economiche e sociali di agricoltori e allevatori». Per il lunedì prossimo, al Centro agroalimentare di Sestu, Agrinsieme ha organizzato un primo confronto, invitando deputati e senatori. «È arrivato il momento – è scritto nella lettera – che i numerosi e importanti problemi del sistema agroalimentare sardo siano risolte non solo dalla Regione, ma anche dal Parlamento e dal Governo nazionale». Secondo il coordinamento delle associazioni è quindi «indispensabile che la voce della Sardegna agricola arrivi a Roma forte e decisiva, con il pieno sostegno di tutti i nostri parlamentari». Ora bisognerà vedere da chi sarà raccolto l’appello di Agirinsieme. Lanciato tra l’altro alla vigilia, come annunciato di recente ad Assemini dal ministro Gian Marco Centinaio, della prossima convocazione a Roma del governatore Francesco Pigliaru e dell’assessore Pier Luigi Caria proprio per affrontare «nel suo complesso la crisi dell’agricoltura sarda». Intanto sul fronte politico c’è da registrare un’interpellanza presentata in Consiglio regionale dal Partito dei sardi e sottoscritta anche da altri gruppi del centrosinistra e del centrodestra. È Piermario Manca, che l’ha proposta per primo, a sollecitare la Regione sul perché non abbia presentato ancora al ministero e all’Unione europea la richiesta che l’agenzia regionale Argea sia riconosciuta come ente pagatore dei fondi comunitari. «La tempistica – scrive il consigliere regionale del Pds – perché ci sia l’atteso riconoscimento prevede che l’autorizzazione arrivi entro il 15 ottobre, altrimenti anche quest’anno non sarà possibile ottenerla». E sarebbe un disastro – sottolinea Manca – «perché vorrebbe dire costringere i sardi a sottostare ai continui
e assurdi ritardi nei pagamenti da parte dell’agenzia nazionale Agea». A questo punto, è la sollecitazione del Pds, «l’assessorato ha il dovere di rimuovere tutti gli ostacoli che oggi ancora ci sono e mantener fede all’annuncio che dall’anno prossimo ci sarà un ente pagatore regionale».

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