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Aree di crisi: «Già sbloccati i 9 milioni»

Ammortizzatori sociali, la Regione replica alle dichiarazioni del senatore Licheri

SASSARI

La replica è stata perentoria: «Le dichiarazioni del presidente della commissione Affari Europei del Senato sul rifinanziamento degli ammortizzatori sociali per le aree di crisi complessa non solo sono errate ma anche fuorvianti». La Regione, infatti, ha diramato un comunicato che smentisce le dichiarazioni di Ettore Licheri, senatore del M5s e presidente della commissione Affari europei, che annunciava l’arrivo nelle casse della Regione di 9 milioni di euro destinati a finanziare gli ammortizzatori sociali per le aree di crisi che rischiavano di essere bloccati perché considerati dall’Ue come “aiuti di stato” per le aziende. Una lettura smentita dalla Regione: «La norma determina una mera variazione di date rispetto a una disposizione contenuta nella Legge di Bilancio 2018, già pienamente valida ed efficace e comunque non riguardante imprese della Sardegna». Nessun rischio di blocco Ue, insomma, ma solo una correzione in corsa. «Il decreto legge numero 44 del 9 maggio 2018 è l’ultimo atto del Governo Gentiloni e all’articolo 1 prevede un finanziamento di 9 milioni di euro destinati agli ammortizzatori sociali nelle aree di crisi complessa. La norma è stata voluta dal ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, che nel corso di uno degli ultimi incontri sulla vicenda ex Alcoa era stato informato dai sindacati che erano ormai esaurite le risorse per il pagamento dei trattamenti di mobilità in deroga e che perciò, a partire dal 1 luglio 2018 i lavoratori avrebbero cominciato a perdere il sostegno al reddito. Nelle more del riavvio degli impianti da parte di Sider Alloys, si rendeva necessario recuperare risorse per garantire ai lavoratori lo strumento di sostegno del reddito perlomeno sino al 31 dicembre 2018. Il Mise ha così assunto l’impegno di portare nell’ultimo consiglio dei ministri del Governo Gentiloni una norma per il finanziamento della mobilità in deroga e, poiché al tavolo erano presenti sia l’assessora regionale del lavoro, Virginia Mura, sia i vertici del ministero del Lavoro, sono stati definiti i destinatari del provvedimento
(i lavoratori delle aree di Portovesme e Porto Torres) e le risorse necessarie (9 milioni di euro). Attualmente, il decreto legge è in fase di conversione, ma l’Unione Europea e le disposizioni in materia di aiuti di stato non c’entrano assolutamente nulla con questa norma».

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