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Via al giudizio per altri 9

Tribunale, due processi paralleli con imputati di Forza Italia e Rifondazione

CAGLIARI. Due processi aperti in due ore nella stessa aula di tribunale: per altri nove ex consiglieri regionali si apre il calvario del giudizio pubblico. L’accusa è sempre quella: peculato per l’uso illegale dei fondi destinati al funzionamento dei gruppi politici. I nomi sono conosciutissimi: in cima alla lista c'è Mariano Contu (66 anni) di Selargius, ex assessore regionale all'agricoltura rientrato nella massima assemblea elettiva sarda proprio in sostituzione di uno dei consiglieri condannati dal tribunale a conclusione del processo principale, quello partito con 19 imputati. Davanti al tribunale presieduto da Giovanni Massidda anche Claudia Lombardo (46 anni) di Cagliari, ex presidente del consiglio regionale e l'ex presidente dell'Autorità portuale di Olbia Fedele Sanciu (58 anni) di Buddusò. Contu e Sanciu devono rispondere del reato continuato, Lombardo dello stesso reato ma senza l'aggravante. A leggere le contestazioni contenute nella richiesta di rinvio a giudizio firmata dal pm Marco Cocco si scopre che Contu - difeso dagli avvocati Massimo e Roberto Delogu - fra il 30 settembre 2004 e il 4 maggio 2009 svolgeva le funzioni di tesoriere-amministratore del gruppo forzista e per questo deve rispondere sia del denaro speso direttamente che di quello finito nelle tasche dei colleghi berlusconiani. La somma complessiva è impressionante: un milione e 636 mila euro usciti dal conto corrente del gruppo. Il magistrato ha fatto il conto delle spese da giustificare «per mancanza di documentazione»: sono 418 mila euro, che nessuno sa dove siano finiti. Diversa la contestazione che riguarda Claudia Lombardo, difesa da Riccardo Floris: solo un assegno da 1500 euro incassato a giugno del 2005. Appena maggiore la somma contestata a Sanciu, difeso da Marco Pilia: si tratta di 6069 euro che risultano finiti nel suo conto tra novembre 2004 e ottobre 2006. Aperto poco dopo le 11, il dibattimento andrà avanti il 9 novembre con l’esame dei testimoni dell’accusa. Davanti ai giudici della seconda sezione anche i sei ex consiglieri che tra il 2004 e il 2009 facevano parte del gruppo di Rifondazione comunista. L’accusa è speculare a quella del processo parallelo: peculato continuato. Il nome di punta è quello di Luciano Uras (64 anni) di Cagliari, ex senatore eletto nella lista di Sel. Con lui sono imputati Ciriaco Davoli (69 anni) di Orune, Giuseppe Fadda (74) di Serramanna, Paola Lanzi (42) di Samassi, Paolo Antonio Licheri (54) di Banari e Ignazio Paolo Pisu (72) di Laconi. Difesi dagli avvocati Paolo Sestu, Gianluca Grosso, Antonella Piredda, Pina Zappetto e Luigi Concas, i sei ex onorevoli della sinistra sarda hanno posizioni diverse e dovranno far fronte a contestazioni diverse. Davoli, che è stato a lungo il tesoriere del gruppo, è chiamato a spiegare come è stato speso il milione e 55 mila euro transitato sui conti correnti del Banco di Sardegna e della Banca di Sassari intestati a se stesso, Uras di una cifra pari a 74630 euro, Fadda di 21.714 euro, Paola Lanzi di 5.168 euro, Licheri di 32.878 e Pisu 38.966.

Il pm Cocco ha annunciato il deposito di una relazione in cui le posizioni degli imputati saranno illustrate nei dettagli e sulla base della documentazione raccolta dalla polizia giudiziaria. Il 27 novembre - così ha stabilito il tribunale - saranno sentiti gli investigatori e gli imputati che vorranno farsi esaminare. (m.l)