I cinesi a Pigliaru: miliardi da investire nella vostra isola

I rappresentanti del Fondo hanno incontrato il governatore. Allo studio un collegamento aereo tra la Sardegna e Pechino

CAGLIARI. I miliardi e miliardi di euro che fattura ogni anno sono un segreto di Stato. Il fondo d’investimento governativo «Golden China Find» però dalle stanze di comando della Repubblica popolare, ha ricevuto l’autorizzazione di svelare quanti sono quelli che un domani potrebbe investire in Europa: sono almeno 270. L’ha svelato, con un sorriso compiaciuto, l’amministratore delegato Chaney Chen. Lo ha fatto all’uscita dall’incontro chiesto e ottenuto, a Villa Devoto, col presidente della Regione Francesco Pigliaru e il vicepresidente Raffaele Paci. Perché – ha detto Chen – «la Sardegna è un paradiso e siamo convinti che questo sia per ora l’unica isola turistica in cui preso potremmo investire una buona parte del nostro capitale».

Alla prima visita, qualche mese fa, l’amministratore delegato del Fondo, aveva aspettato in Cina che i suoi collaboratori gli portassero una dettagliata relazione su quelle che si sarebbe potuto fare «nell’isola più bella del Mediterraneo». Poi dopo aver letto quella e raccolto anche le sensazioni dell’intermediario, la Only Italia guidata dall’ex presidente della Camera Irene Pivetti, ha deciso che era arrivata l’ora di vedere dal vivo «questa vostra meraviglia». Così l’altra mattina s’è fatto accompagnare a Cagliari, nell’area dismessa delle caserme militari di Calamosca, poi avrebbe visitato anche Pula, dove si ricordano ancora della visita ufficiale di due anni fa del presidente della Repubblica cinese Xi Jinping.

Poi oggi sarà in Gallura, con tappe a Golfo Aranci e Porto San Paolo, e domani l’ultima tappa, La Maddalena, dove vuole capire bene cosa sia «questo ex Arsenale di cui tutti sono entusiasti». Irene Pivetti lo ha ribadito più volte: «Mister Cheng è venuto in Sardegna anche per sondare la disponibilità della Regione e ora lo posso dire: il nostro secondo incontro preliminare è andato molto bene». Anzi, l’amministratore delegato del Golden China Fund, s’è presentato anche con una proposta concreta ed è questa: ha intenzione di fare inserire la Sardegna fra le tappe delle lussuose crociere internazionali che la società organizza per i suoi connazionali. Proprio per questo, alla riunione a Villa Devoto, ha partecipato anche il presidente dell’Autorità portuale regionale, Massimo Deiana, ma durante l’incontro Cheng ha chiesto diverse informazioni anche sugli aeroporti. Perché un altro dei suoi progetti è organizzare, prima o poi, un volo diretto Cina-Sardegna.

L’ex presidente della Camera è stata molto chiara: «Mi pare che qui ci siano tutte le premesse per delle buone connessioni d’affari». È un punto di partenza interessante, ora bisognerà vedere quando Mister Chen entrerà in azione con i fatti. Prima di andar via da Villa Devoto, il manager s’è lasciato alle spalle quest’annuncio ricco di prossime, buone nuove: «È questo l’unico posto, in Europa, dove oggi pensiamo d’investire».

Un messaggio niente male e che dal presidente Pigliaru è stato commentato così: «I cinesi sono ormai i protagonisti più dinamici nella crescita del turismo nel mondo. Dopo le grandi città d’arte, sono alla ricerca di luoghi in cui ci sia una grande patrimonio ambientale e culturale. E infatti si sono detti affascinati dalla genuinità e dai silenzi della nostra terra. Adesso noi e loro ci siamo conosciuti e ascoltati. Poi hanno confermato anche il loro grande interesse per le strutture turistiche, da quelle portuali a quelle alberghiere. Soprattutto ho notato una particolare attenzione verso il riutilizzo delle cubature esistenti. Ma

sia chiaro: siamo ai preliminari anche se avanzati. Resta il fatto – ha concluso – che anche questo Fondo, come chiunque altro, dovrà comunque partecipare ai bandi pubblici internazionali quando decideremo di assegnare la gestione del nostro patrimonio immobiliare». (ua)
 

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