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Ventenne uccide il padre poi va a costituirsi

L operaio 51enne è stato colpito con un cacciavite: è morto dissanguato

SOLEMINIS. Una lite in casa all’ora di cena. I toni si sollevano, la tensione è alle stelle. Matteo Carboni, 21 anni, disoccupato, è accecato dall’ira quando colpisce il padre Valentino, 51 anni, operaio edile, sino a ucciderlo. L’uomo cade a terra in un lago di sangue. L’arma del delitto, secondo le prime ricostruzioni, è un cacciavite. L’agonia di Valentino Carboni dura pochi minuti, inutili i tentativi di soccorrerlo da parte di un vicino accorso richiamato dalle urla. La tragedia familiare è accaduta ieri sera poco dopo le 20 a Soleminis, centro del Parteolla ai confini con il Campidano, a una ventina di chilometri da Cagliari. Ignote per ora le ragioni che hanno portato Matteo Carboni ad accanirsi sul padre colpendolo a morte.

Il delitto. La casa della famiglia Carboni si trova in via Mitza e Murgia, in periferia, nella zona di espansione del Comune che conta poco più di 1900 abitanti. È l’ora di cena e dall’abitazione si sentono delle grida e delle richieste d’aiuto. Un vicino di casa dei Carboni è un finanziere: si precipita per capire che cosa stia accadendo. Quando arriva nella casa, Valentino Carboni è a terra. È ferito e perde molto sangue. Nell’appartamento ci sono anche la moglie dell’operaio e i due figli, un maschio e una femmina. È chiaro dai primi istanti che a colpire Valentino carboni è stato il figlio Matteo. Un ragazzo difficile, seguito anche dai servizi sociali del paese.

I soccorsi. Il finanziere fuori servizio dà l’allarme e chiama i colleghi delle Fiamme gialle che dopo pochi minuti arrivano da Cagliari a Soleminis. Sul posto la polizia, squadra mobile della Questura di Cagliari, titolare delle indagini. Per Valentino Carboni non c’è nulla da fare, l’uomo muore dissanguato. Il figlio Matteo si costituisce e si consegna alle forze dell’ordine e viene accompagnato in carcere. Nella casa arriva il medico legale Roberto Demontis che eseguirà l’autopsia.

Le reazioni. «Tutta la comunità è sconvolta – dice il sindaco Rita Pireddu – conosco bene la famiglia. Il ragazzo faceva dei piccoli lavoretti, scriveva poesie. Sono molto addolorata».