Fabbrica di Bombe in Sardegna, Pigliaru dice no all'ampliamento

Il governatore sardo contro la richiesta della Rwm: «Non vogliamo che l'isola sia identificata come la terra da cui partono armamenti utilizzati in scenari di guerra nei quali si coinvolgono popolazioni civili»

CAGLIARI. «Capiamo bene che Rwm nel Sulcis significa occupazione, così come prendiamo atto dell'impossibilità di progetti di riconversione dichiarata dall'azienda, ma ciò non toglie il fatto che non vogliamo che la Sardegna sia identificata come terra da cui partono armamenti utilizzati in scenari di guerra nei quali si coinvolgono popolazioni civili e che nulla hanno a che fare con le esigenze di difesa del nostro Paese o dei nostri alleati occidentali».

Lo afferma il presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru in merito alla richiesta di ampliamento dello stabilimento di Domusnovas, nel Sulcis Iglesiente, da parte di Rwm Italia, azienda che fabbrica armi finita al centro delle polemiche in quanto le bombe prodotte in Sardegna verrebbero utilizzate nella guerra in Yemen.

«Anche la produzione e l'uso di armamenti deve aver luogo nelle consapevolezza che i diritti umani vengono prima di qualunque altra cosa - sottolinea Pigliaru - per questo è necessario che si trovino soluzioni che destinino la produzione di armi localizzata in Sardegna a finalità coerenti con la nostra Carta Costituzionale in generale, e con le risoluzioni adottate dal Parlamento europeo in tema di esportazioni di armamenti verso l'Arabia Saudita in particolare. Ricordo infatti che il Parlamento europeo ha più volte

indicato l'Arabia Saudita come un Paese verso il quale adottare un embargo all'esportazione di armi da parte degli Stati europei», conclude il governatore sardo facendo riferimento a una serie di risoluzioni adottate a partire dal 2015, reiterate nel 2016 e ribadite il 13 settembre 2017.

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