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Furti di sabbia e auto sugli arenili: la Sardegna si difende con le prime multe

Linea dura del Corpo forestale: già 11 contravvenzioni. Le sanzioni possono raggiungere anche i 3mila euro

SASSARI. Nessuna pietà per i turisti-predoni che portano via la sabbia dalle spiagge sarde. Quest’anno il servizio ispettorato del Corpo forestale ha intensificato i controlli per tutelare l’immenso patrimonio ambientale dell’isola. Stop ai turisti che lasciano la Sardegna con i trolley pieni di sabbia, conchiglie e graniti. Stop ai cafoni che parcheggiano le loro auto sugli arenili. Nell’ultima settimana sono state contestate 11 violazioni a turisti non solo stranieri, ma anche italiani e residenti in Sardegna, proprio perché scorrazzavano con i loro suv sugli arenili di Piscina Rey, a Muravera, e di Pistis, sulla costa di Arbus. I trasgressori dovranno sborsare da 103 a 619 euro. «I principali illeciti sono costituiti dal transito non autorizzato con autoveicoli – ricordano gli ispettori – Si tratta di violazioni particolarmente dannose, perché l’azione meccanica degli pneumatici destabilizza le dune e danneggia la flora, la cui permanenza è fondamentale per la stabilità del fragile ecosistema».

A finire nel mirino degli agenti del corpo forestale anche due turisti colti in flagrante mentre portavano via come souvenir la sabbia dalla spiaggia di Villasimius, nell’area marina protetta. Altri, invece, sono stati beccati allo scalo di Elmas. Due turisti, uno slovacco l’altro italiano, avevano nascosto nelle loro valigie bottigliette piene di sabbia e conchiglie. A scoprire il bottino sono stati gli addetti ai controlli di sicurezza dello scalo cagliaritano. Ai due “predoni” è stata contestata la detenzione e il prelievo di sabbia, comportamenti puniti dalla legge regionale 16 del 2017 con una sanzione amministrativa che va da 500 a 3000 euro. Per avere un’idea del fenomeno basti pensare che nel 2017 nell’aeroporto di Alghero sono stati sequestrati più di 2 quintali di sabbia.

«Con la scusa del souvenir, ogni anno turisti e non sottraggono all'isola ciò che la natura ha impiegato millenni a creare. Il furto di sabbia è un reato», ricorda il Corpo forestale. Perché il punto è proprio questo, la maggior parte dei turisti fermati sostiene di non sapere di aver commesso un illecito, consentendo al bambino di portare via un secchiello di conchiglie, o di aver riempito una bottiglia della splendida sabbia di Is Arutas. Le foto postate sono eloquenti: una bottiglia, più una bottiglia, più chili di conchiglie e ciottoli fanno un arenile. Ogni anno arrivano sulle spiagge sarde circa un milione e 800mila persone, se come souvenir continueranno a depredare gli arenili il danno ambientale sarà incalcolabile. Quest’anno il Corpo forestale ha deciso di estendere i controlli anche alle spiagge in concessione, in particolare nelle aree a maggior pregio ambientale. Ed è stato anche attivato un numero di emergenza per segnalare gli illeciti: 1515.