Odissea per 238 pellegrini lasciati a terra dalla nave

Di ritorno da Lourdes: i fedeli hanno trascorso la notte nel porto catalano

SASSARI. Forse è vero, è troppo facile fare i pellegrini solo nelle città sante. A volte le prove diventano dure e bisogna sostenerle sino in fondo anche lungo il percorso per fare rientro a casa, in Sardegna. Ne sanno qualcosa i 238 passeggeri (tra di loro anche 45 disabili) della sezione Unitalsi Sud Sardegna che di rientro da Lourdes hanno perso la nave della Grimaldi in partenza dal porto di Barcellona per Porto Torres. É bastato un imprevisto, un rallentamento eccessivo nel traffico a causa del maltempo che lunedì sera imperversava in Spagna e il margine di tempo assunto come garanzia è scivolato via senza pietà. Gli organizzatori del pellegrinaggio hanno tentato di ottenere un ritardo nella partenza della Cruise Barcelona prevista in uscita dallo scalo spagnolo alle 22,15. Ma dopo le prime valutazioni - fatte anche con le autorità marittime - il comandante della nave e la Grimaldi hanno ritenuto di non poter andare oltre una attesa minima. Poi il traghetto è salpato senza i pellegrini sardi. In gioco - come spesso capita in questi casi - ci sono interessi economici e commerciali, ma anche le esigenze degli altri passeggeri (a bordo c’erano 1293 persone oltre a 145 camion e semirimorchi).

Il gruppo di pellegrini sardi ha trascorso la notte nel terminal Grimaldi al porto di Barcellona in condizioni non proprio ottimali, con quei bivacchi che ormai non si vedevano più negli scali marittimi e solo oggi, verso le 13, sbarcheranno a Porto Torres. La domanda è: cosa si poteva fare per evitare i disagi a persone che tra l’altro fanno parte delle fasce più deboli? La compagnia di navigazione è stata accusata di insensibilità, di scarsa attenzione e di non avere accolto le richieste degli organizzatori del pellegrinaggio che proponevano di fare slittare la partenza della nave fino all’arrivo dei bus.

Grimaldi, più volte protagonista in progetti di solidarietà, ieri si è limitata a fare alcune sottolineature per non apparire come il gigante senza cuore che lascia a terra pellegrini e disabili. Rammarico per il disagio, innanzitutto, e subito la precisazione: la nave è come l’aereo, non si può fermare se ci sono persone in ritardo. Sempre è così, perché gli altri passeggeri che sono già a bordo hanno il diritto di partire e chiedono di rispettare le norme. Se così non fosse la compagnia pagherebbe i danni.

Poi gli altri aspetti. «Alle 19,07 il nostro ufficio passeggeri di Napoli è stato contattato dal presidente della Unitalsi Sud Sardegna per informare che a causa del maltempo i 5 bus con a bordo i pellegrini si trovavano a 300 chilometri dal porto di Barcellona. Si è fatto notare che la distanza era notevole per la partenza prevista alle 22.15 e che la compagnia era disponibile a fare partire il gruppo senza alcun costo aggiuntivo il giorno seguente. Della situazione è stato informato anche il comandante della nave». L’ultimo contatto telefonico - secondo la Grimaldi - sarebbe avvenuto alle 22,13 «con i bus ancora e non in porto». Alle 22,20 la Cruise Barcelona è salpata diretta a Porto Torres.

Per i pellegrini è cominciata una lunga notte in porto, Grimaldi sostiene di avere fatto qualunque cosa per alleviare i disagi dei pellegrini: «Hanno usufruito delle strutture del terminal, gli organizzatori del gruppo non avevano previsto alcuna sistemazione alternativa. Abbiamo offerto la colazione». Ieri sera l’imbarco sulla Cruise Roma per Porto Torres. «L’emergenza è stata gestita in piena collaborazione con le sezioni romana e sarda dell’Unitalsi – ha sottolineato la Grimaldi – . Dispiace
molto per il disagio, ma una attesa lunedì notte a Barcellona avrebbe rischiato di fare cancellare la partenza della nave - a causa di condizioni meteo - con conseguenze nefaste per tutti i passeggeri previsti in viaggio, nella settimana, tra Barcellona, Porto Torres e Civitavecchia».

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