Referendum, raccolta firme in 100 piazze sarde per la cannabis legale

Il comitato punta anche all'Anas regionale e ai punti franchi

CAGLIARI. Entra nel vivo la campagna referendaria per la legalizzazione della cannabis ricreativa, la produzione regionale della cannabis terapeutica, la regionalizzazione dell'Anas e l'attivazione dei punti franchi previsti dallo Statuto speciale. Venerdì 20 e sabato 21 luglio è in programma «100 banchetti in 100 piazze», iniziativa in cui i militanti del Comitato Pro Sardinia - che ha iniziato la raccolta delle firme un mese fa - saranno presenti nei comuni della Sardegna per convincere quanti più cittadini possibili della bontà dei quesiti proposti. I quattro referendum consultivi «made in Sardinia» sono accomunati, secondo i promotori, da una nuova concezione dello sviluppo economico dell'Isola.

«Cerchiamo possibili alternative al modello di sviluppo imposto dallo Stato e da una classe politica locale priva di visione e di sogni», spiega Paolo Zedda, consigliere regionale Mdp e presidente del Comitato. «Il mercato della cannabis, sia ad uso ricreativo che terapeutico, è in fortissima espansione - sottolinea - nei paesi che hanno operato scelte legalizzanti aumenta il pil, si creano posti di lavori, benessere diffuso e si garantisce il diritto alla salute».

Quanto agli altri due referendum, Zedda precisa: «La gestione regionale sulle nostre strade potrebbe porre fine alla dittatura dell'Anas, eliminare gli squilibri territoriali, creare una nuova relazione città-campagne e garantire i diritti costituzionali a tutti

i sardi, a prescindere dalla residenza, mentre la realizzazione dei porti franchi è imprescindibile, con i loro benefici doganali e fiscali e con le agevolazioni di supporto alla nascita e crescita di imprese, se si vogliono intercettare i grandi flussi in evoluzione del mercato marittimo».

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