Il bodyguard di Clooney: «Lui non ha alcuna colpa»

Parla l’amico dell’attore: l’auto aveva invaso la corsia, questa è l’unica verità

OLBIA. Lui è l’ombra del divo. L’uomo che non perde mai di vista Clooney. Capo della sicurezza della star, ma anche amico intimo e testimone di nozze di George e Amal. Giovanni Zeqireya, napoletano, era al seguito di Clooney quando l’attore si è scontrato con una auto che aveva occupato la carreggiata opposta per svoltare a sinistra. L’impatto, per il regista americano che viaggiava in moto sulle strade della Gallura, è stato inevitabile. E così adesso interviene la sua guardia del corpo. Approfittare del caso non fa parte del modo di essere di Clooney e di chi gli sta attorno.

Giovanni Zeqireya vuole solo mettere in chiaro le cose. Vuole soltanto spiegare come sono andati realmente i fatti la mattina del 10 luglio, quando George Clooney è finito contro il muso della Mercedes guidata da Antonello Viglino, 67enne originario del Nuorese. «In questi giorni si è detto un po’ di tutto, ma ciò che vorrei sottolineare è che la colpa non è stata del signor Clooney, che non può di certo passare dalla parte del torto – spiega il responsabile della sicurezza dell’attore –. L’auto aveva infatti totalmente invaso la corsia opposta». L’incidente non avrà chissà quali strascichi. Sarà trattato come un qualsiasi incidente stradale, con perizie, ricostruzioni del fatto e intervento delle assicurazioni. «Naturalmente si seguiranno le normali procedure previste dalla legge – dice Zeqireya –. Lo stesso Clooney, in ospedale, nonostante la botta, si è anche preoccupato del signore che aveva causato l’incidente».



Lo scontro. Martedì 10 luglio, subito dopo le 8, George Clooney era salito in sella al suo scooter. Lasciata la villa di Puntaldia, si era messo in marcia per raggiungere il set della serie «Catch 22». Lo schianto è avvenuto a Costa Corallina, tra Porto San Paolo e Olbia, davanti all’ingresso dell’hotel Ollastu. «L’auto aveva invaso tutta la corsia opposta perché doveva svoltare a sinistra» spiega Giovanni Zeqireya. Una prima moto è riuscita a evitare lo schianto. A bordo c’era il regista americano Grant Heslov, che dirige la serie insieme al divo e a Ellen Kuras. Clooney invece no: è andato a finire contro l’auto guidata da Antonello Viglino che gli sbarrava la strada. «La prima moto è riuscita a passare, la seconda no – afferma Zeqireya –. Il mio intento non è difendere a tutti costi Clooney, ma far emergere soltanto la verità. Poteva lasciarci la pelle in quell’incidente e solo per fortuna non è successo niente di grave». Il regista e attore era stato poi trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Olbia. Per lui un ginocchio contuso e una prognosi di 20 giorni. Le foto e la storia del suo incidente hanno fatto il giro del mondo.

Clooney e la Sardegna. Le riprese di «Catch 22», almeno in Sardegna, sono terminate. Adesso proseguiranno tra Roma e Viterbo. E nonostante l’incidente, a Clooney è rimasto un ottimo ricordo della Sardegna. «Lui è innamorato di questa isola – racconta l’amico e guardia del corpo della star –. Si è trovato bene con chiunque abbia lavorato. Tutte persone cordiali, alla mano, gente che gli ha voluto bene senza doppi fini, persone che quando hanno saputo dell’incidente hanno sofferto insieme a noi». Ed è proprio perché ama la Sardegna che Clooney si divertiva a girare in moto per le strade della Gallura. «A lui piacciono i profumi, piacciono le strade vicino al mare – continua Giovanni Zeqireya –. È molto passionale, un po’ come lo sono le persone del sud Italia. Si innamora della gente e anche del mangiare. Era felicissimo di percorrere le belle strade della Sardegna. Poi è ovvio, naturalmente durante l’estate, con l’arrivo dei turisti, aumenta il traffico e mi sembra di aver capito che gli incidenti siano stradali siano molto frequenti. È capitato anche a lui, è stato un regalino che non dovevamo farci. Ma è andata così...».
 

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