La rabbia dei pellegrini: una notte allo sbando

I 250 di ritorno da Lourdes sono sbarcati a Porto Torres dopo la sosta imprevista a Barcellona

PORTO TORRES. Dalla felicità per i bei giorni trascorsi a Lourdes alla rabbia per avere dovuto sprecare una notte a Barcellona dentro un terminal, da soli, – dicono – e senza servizi di soccorso. I 250 pellegrini protagonisti della disavventura che li ha visti bloccati nella città catalana da lunedì sera, non essendo riusciti ad arrivare in tempo per la partenza della Cruise Barcelona prevista per le 22,15, sono sbarcati ieri alle 13 dalla Cruise Roma della Grimaldi Lines sulla banchina del porto industriale di Porto Torres, dove sono arrivati a bordo di cinque pullman. Il gruppo era partito da Cagliari tra il 10 e il 12 luglio con cinque pullman diretti a Porto Torres per l'imbarco verso Barcellona, da lì la prima tappa a Tolone e l’arrivo nella città santa. Quindi il ritorno con l’epilogo imprevisto.

I disabili scendono alla spicciolata, guidati dai loro accompagnatori, e cercano refrigerio sui pullman che li porterà a casa. «Ci siamo accorti dei disagi – ricorda Ornella Martis – quando il mezzo che percorreva l’autostrada per Barcellona ha rallentato improvvisamente a causa del maltempo: i nostri responsabili hanno avvisato la compagnia navale che ci sarebbero stati dei ritardi, ma quando siamo arrivati la nave era già andata via». Che avesse piovuto molto durante il viaggio verso Barcellona e la strada principale fosse ormai impraticabile lo conferma un pellegrino Unitalsi al seguito. «Abbiamo dovuto fare la strada secondaria e questo ci ha causato circa un’ora e mezza di ritardo: i coordinatori hanno telefonato alla nave e il comandante ha risposto che con questo ritardo non ci avrebbero aspettato».

Era l’inizio dell’odissea per i pellegrini: il momento più brutto – aggiunge la donna – è stato durante la notte «e solo la mattina si è presentato qualcuno per i soccorsi». Paolo Piras sbotta appena dopo lo sbarco: «Non era possibile rimanere tutta la notte nel terminal svegli, senza cabina, senza servizi igienici, senza niente». «Gli allagamenti – dice don Mario Pili, cappellano Unitalsi – hanno di fatto bloccato sia le ferrovie sia le strade e ci hanno fatto accumulare ritardo: lo abbiamo fatto presente alla compagnia
Grimaldi, ma per esigenze loro non ci hanno potuto aspettare». Il religioso ha cercato soluzioni per la notte, ma inutilmente: «Ho chiamato tutti gli hotel possibili, cercando anche il supporto della polizia, ma non c’era posto da nessuna parte: siamo in alta stagione turistica».

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