Aias: c’è l’accordo tra Regione, Ats e sindacati

Convenzione prorogata e fondi per alcune mensilità in cambio di un piano industriale. Nuovo sit-in

CAGLIARI. L’Aias può andare avanti, ma tutti devono fare la loro parte, soprattutto l’Associazione e la Regione devono rispettare gli accordi. Dopo l’ennesima manifestazione dei dipendenti, sono da dieci mesi senza stipendio, e davanti al rischio che da un momento all’altro possa saltare persino il complicato ma indispensabile sistema dell’assistenza ai disabili e agli anziani, un accordo è stato raggiunto. Per ora fra la Regione, l’Asl unica e i sindacati autonomi, all’inizio della prossima settimana anche l’Aias è stata convocata per sottoscriverlo. Di fatto la notizia è che lunedì o martedì l’Associazione dovrebbe incassare cinque milioni di fatture presentate all’Ats e con quei soldi pagare le prime mensilità arretrate. Poi, al tavolo delle trattative, dovrà presentarsi con un dettagliato piano di rientro destinato ad azzerare i debiti con i dipendenti e infine presentare un piano industriale con cui confermi di poter garantire le prestazioni sanitarie fino a dicembre. Solo se l’Aias rispetterà queste condizioni, la convenzione, in scadenza alla fine del mese, sarà prorogata per altri sei mesi. Altrimenti? Ci sarà il rischio che l’intera partita ritorni in discussione, con all’orizzonte la possibilità che la Regione decida di mettere a gara i servizi socio-sanitari finora garantiti dall’Aias. È un’ipotesi tutt’altro che remota e in Consiglio regionale sono già diversi a contestare l’attuale monopolio che di fatto da troppo tempo è una distorsione del mercato. Di fronte alle clausole decise nell’incontro fra la Regione e i sindacati, quale sarà la risposta dei vertici dell’Associazione? I 1.200 dipendenti sperano che sia comunque positiva, perché se così non fosse il rischio del patatrac diventerebbe reale. Finora l’Aias ha sempre detto con forza che buona parte della crisi finanziaria è provocata da un lungo contenzioso con le vecchie Asl e soprattutto
dagli enormi ritardi con cui Ats e Comuni pagano le prestazioni. Forse può avere persino ragione, anche se l’assessorato alla sanità contesta gran parte della ricostruzione, però sottoscrivere l’ultima bozza d’accordo sembra essere l’ultima occasione che ha per non essere spazzata via.

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