Trasferimenti Air Italy dalla giunta sos ai ministri

Pigliaru e Careddu scrivono a Di Maio e Toninelli: «Il governo intervenga» Lettera anche all’ambasciatore del Qatar: «Fermi l’ennesimo scippo per l’isola»

SASSARI. Il vertice convocato dalla Regione con i dirigenti di Air Italy si era chiuso con un muro contro muro: i manager avevano ribadito l’assoluta necessità di procedere al trasferimento (previsto dal 1 ottobre) di 51 dipendenti dalla base di Olbia a quella di Milano-Malpensa, hub del vettore. Inutili le proteste a Villa Devoto da parte del governatore Pigliaru e dell’assessore ai Trasporti Careddu, che avevano richiamato gli accordi presi in precedenza: Rigotti e Milss avevano sottolineato che il contenuto del patto non vieta la possibilità di delocalizzare i lavoratori. E che lo spostamento dei 51 è cruciale nelle strategie di sviluppo pianificate dalla compagnia. Dopo questo la Regione non si arrende e va avanti con il pressing: Pigliaru e Careddu si appellano ai ministri dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio e delle Infrastrutture Danilo Toninelli e all’ambasciatore del Qatar in Italia Abdulaziz Bin Ahmed Al Malki Al Jehani. Ai tre sono state spedite altrettante lettere.

Sos al Governo. Ai ministri Di Maio e Toninelli la Giunta rinnova la richiesta di una convocazione urgente del tavolo di crisi, alla presenza della Regione, degli stessi ministri, dei rappresentanti della compagnia aerea e delle organizzazioni sindacali «per contrastare la volontà di Air Italy di trasferire personale e funzioni amministrative nello scalo di Malpensa con l’inaccettabile delocalizzazione di ben 51 unità lavorative dalla Sardegna alla Lombardia. Tale riorganizzazione – sottolineano Pigliaru e Careddu - non è coerente con gli impegni assunti anche di recente dalla Compagnia aerea in sede di discussione del piano industriale e appare del tutto immotivata, in considerazione del fatto che molte attività, al pari delle migliori esperienze internazionali, possono essere realizzate da remoto, in Sardegna, anche al servizio di altri hub». Pigliaru e Careddu ribadiscono il concetto già espresso ai manager Air Italy: i 51 possono svolgere anche da Olbia le funzioni per le quali la compagnia vuole trasferirli a Milano.

Gli impegni. Nelle lettere ai ministri si motiva la ragione della richiesta di incontro, il cui obiettivo «non è solo evitare ipotesi di delocalizzazioni della Compagnia dalla Sardegna, ma anche affrontare il tema della corretta applicazione ed esecuzione degli obblighi assunti nel giugno 2016 nei confronti dei lavoratori e in particolare modo, degli impegni assunti dal management nel corso degli incontri tenuti con la Regione sul mantenimento e sul potenziamento delle proprie attività in Sardegna»

Appello al Qatar. La terza lettera è invece indirizzata ad Abdulaziz Bin Ahmed AI Malki AI Jehani, ambasciatore del Qatar in Italia: Pigliaru e Careddu chiedono un incontro urgente con i vertici di Qatar Airway, in qualità di azionista di Air Italy, per discutere il tema del trasferimento dei lavoratori. Nonostante le rassicurazioni della compagnia sul fatto che la base operativa resterà Olbia, la vicenda dei trasferimenti ha fatto crescere la preoccupazione su possibili scelte orientate verso la delocalizzazione. Per questo Pigliaru e Careddu nella lettera all’ambasciatore del Qatar ricordano che «gli ultimi due incontri con il management di Air Italy e le successive comunicazioni scritte non sono state rassicuranti. Eppure, l'acquisizione del 49 % del capitale sociale di Meridiana da parte di Qatar Airways aveva indotto a ritenere che il percorso di ristrutturazione
dell'azienda, dovuto anche al sacrificio enorme di molti lavoratori nel frattempo licenziati, avrebbe finalmente inaugurato una stagione nuova con ricadute importanti dal punto di vista economico e sociale». La paura è invece che la Sardegna resti alla finestra. (si. sa.)

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