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Andrea, 28 anni, startupper: «Così vi aiuto a vivere sani»

Cagliaritano, ha lanciato insieme a un gruppo di amici under 30 la app Virtuoso  È uno dei 32 progetti più innovativi d’Italia selezionati dal Premio Marzotto 2018

SASSARI. Oggi hai camminato almeno per 5 chilometri? Bravo, hai vinto uno sconto per il tuo orologio preferito. Hai meditato per 20 minuti? Complimenti, hai diritto a un mese di palestra gratis. Healthy Virtuoso è la app che ti segue tutto il giorno e ti incentiva a seguire uno stile di vita più salutare. Ma non serve solo a intrattenere l’utente. Il gioco, infatti, ha uno scopo: cercare di prevenire il rischio di contrarre patologie croniche, come la depressione e l’Alzheimer, e magari, in futuro, offrire programmi di cura personalizzati. L’idea è di un ragazzo di Cagliari, Andrea Severino, 29 anni tra pochi giorni, che ha lanciato la piattaforma pochi mesi fa, grazie a un gruppo di «amici folli che hanno creduto in me» e ad alcuni investitori (Intesa San Paolo e Cassa Depositi e Prestiti, in testa) che hanno messo il capitale iniziale. Il progetto è piaciuto talmente tanto che la giuria del prestigioso «Premio Gaetano Marzotto» lo ha selezionato come uno dei migliori 32 progetti innovativi italiani del 2018. La start up riceverà un contributo in denaro e sarà accompagnata nel suo percorso dagli specialisti di The Net value, il fondo di private equity di Cagliari fondato da Mario Mariani, uno dei padri di Tiscali, che vanta come partner i colossi del digitale, da Google ad Amazon.

«Virtuoso è una start up sarda e questo per noi non è mai stato un limite – precisa Andrea – Anzi. Ormai a nessuno ormai interessa sapere dov’è basata la tua attività. Quello che interessa è che l’idea sia buona». Il primo a credere in lui è stato Nicola Tardelli, il figlio di Marco, campione del mondo del 1982, e della giornalista Stella Pende. Poi sono arrivati, tra gli altri, Lorenzo Asuni (HairHelp), Francesco Chessa (ex designer di Armani), Edmondo Porcu (ex Gooldman Sachs e co-fondatore di Credimi), Alessandro Onano (Moneyfarm), il commercialista Ugo Fenu. Ma determinante per il successo della applicazione – che si può scaricare gratuitamente da Google Play e App Store – è stata anche la collaborazione dei ricercatori dell’università Cattolica di Milano. «Grazie alla loro esperienza in psicologia clinica siamo riusciti a rendere lo sviluppo di Virtuoso davvero efficace. In soli due mesi sono state già 19mila le persone che hanno scaricato l’applicazione. Un successo incredibile». Andrea è fortemente convinto dell’importanza e dell’impatto che la ricerca e le università possono avere sul mondo del business al punto che parte dei finanziamenti ottenuti servirà per finanziare un progetto di ricerca del dipartimento di psicologia della Cattolica per sviluppare algoritmi in grado di individuare il rischio delle persone di sviluppare patologie croniche.

Ma come si fa a convincere le persone a camminare di più, a dormire meglio, ad evitare i cibi spazzatura? «Si basa tutto sulla ricompensa. Oggi cammini di più? Ecco un premio. Domani non mangi un pacchetto di patatine? Hai diritto a uno sconto. Ovviamente poi tutti i dati raccolti, nel rispetto dell’anonimato, potranno servire anche alle istituzioni pubbliche per realizzare programmi di prevenzione, sempre più importanti in Europa dove la popolazione è sempre più vecchia. E stato stimato che per ogni miliardo investito in prevenzione se ne risparmiano 3 in assistenza e cura».

È l’inizio di un nuovo mondo con meno farmaci e più metodi high tech ma tutto sommati naturali? «Me lo auguro. Anche se siamo solo all’inizio. L’obiettivo è riuscire ad offrire agli utenti programmi di cura personalizzati, nella cura del sonno ad esempio». Per il momento Andrea sta cercando altri 3 milioni di euro di capitale per permettere a Virtuoso di conquistare i mercati esteri. «Anche se il nostro sogno è far sì che la Sardegna possa rimanere sempre la base principale per il nostro futuro». Andrea ci crede. È da qui che è partito a 19 anni, dopo il diploma, «per costruire il mio sogno a Londra». «Ed è a Cagliari che vorrei tornare, definitivamente». Ma come? Da qui i giovani vogliono scappare perché non ci sono opportunità e la disoccupazione è alle stelle. «Conosco bene i problemi che devono affrontare i miei coetanei, ma sono convinto che anche in Sardegna si possa fare impresa e, soprattutto, innovazione. D’altronde non è un caso se Tiscali e Video On Line, uno dei primi internet provider d’Europa, siano nati in Sardegna. Certo, serve un investimento iniziale che può andare bene come male. Ma non bisogna aver paura di fallire. L’importante è circondarsi di persone fidate Poi essere curiosi, sempre». Ma come si diventa startupper? «Io sono sempre stato molto curioso, forse è questo il segreto. A 19 anni sono andato a Londra per imparare la lingua col sogno di frequentare lì l’università. Invece ho iniziato a lavorare per Betclic, una start up che nel giro di due anni è passata da 80 a 1200 dipendenti. Nel 2010 mi sono trasferito in Italia, sempre con la stessa società, e mi sono iscritto al corso serale di Business e management dell’università Cattolica. Lavoravo di giorno e studiavo di notte. Dopo due anni sono tornato a lavorare a Londra e dopo altri due anni sono rientrato in Italia per lanciare Doc 24, un progetto di assistenza medica. L’anno scorso mi sono rimesso di nuovo in ballo, ho mollato il lavoro a tempo indeterminato e mi sono dedicato anima e corpo al lancio di Virtuoso».

Un messaggio per i miei coetanei? Non scappate dalla Sardegna. Ci sono mille opportunità. L’importante è avere coraggio e non aver paura di fallire». Proprio come ha fatto Andrea.