Il sindaco: «In spiaggia non si mangia più, stop a cibi e bevande»

Cuglieri, la decisione per combattere l’abbandono dei rifiuti Stabilite multe fino a 500 euro: addio a spuntini e picnic

CUGLIERI. Il mare stuzzica l’appetito. Ma anche la cafonaggine. Lo sa bene la giunta comunale di Cuglieri che ha deciso di risolvere il problema della spazzatura abbandonata in spiaggia con un provvedimento senza precedenti: chi verrà sorpreso a consumare cibi o bevande nella spiaggia della borgata di S’Archittu, quella dell’arco, rischia di pagare una multa compresa tra i 25 a 500 euro. L’ordinanza, firmata dal sindaco Giovanni Panichi, ha per oggetto la “Tutela del monumento naturale S’Archittu”. La decisione, la prima di questo tipo, era nell’aria e il sindaco l’aveva annunciata qualche giorno fa. «La situazione era diventata insostenibile – spiega Panichi –. Una battaglia impari contro gli incivili che nonostante i ripetuti appelli ad avere un comportamento rispettoso della natura, e in particolare dell’area in cui si trova uno dei monumenti naturali più belli dell’isola, hanno continuato ad abbandonare i rifiuti dappertutto, contribuendo alla creazione di un’immagine altamente degradata della borgata». Il sindaco è molto amareggiato: «Questi comportamenti non sono accettabili – aggiunge – e non possono essere tollerare. È nostro dovere salvaguardare il monumento naturale di S’Archittu dalle azioni di chi non lo rispetta, contribuendo tra l’altro a creare, con l’abbandono dei rifiuti, situazioni di rischio per la sicurezza igienico-sanitaria. Da ora in poi, chi sbaglia paga». La zona in cui si trova l’arco che dà il nome alla località è tutelata da una serie di divieti stabiliti da un decreto dell’assessorato regionale alla difesa dell’ambiente del 1993, nel quale, tra le varie prescrizioni c’è anche quella che vieta “qualsiasi forma di discarica di rifiuti solidi o liquidi”. Il problema dell’abbandono dei sacchetti dove capita, invece, si ripropone con regolarità ogni estate e a nulla valgono gli appelli a un comportamento più rispettoso del luogo e della sua bellezza. «Capisco bene – prosegue il sindaco – che questo provvedimento potrà creare malumori, tuttavia, seppure a malincuore, lo abbiamo dovuto emanare. Chi vuole consumare del cibo lo può tranquillamente fare nei chioschi o nei locali presenti, che smaltiscono i rifiuti come è previsto, nel rispetto delle regole». A peggiorare l’immagine della borgata, poi, ci sono le di fotografie dei rifiuti che rimbalzano sui social. Cumuli di immondezza in diversi punti della borgata diventano l’oggetto dei fotoreporter del web, che hanno scovato spazzatura anche lungo la passeggiata che conduce all’arco. A ogni foto seguono i commenti, anche offensivi, che accusano gli amministratori di incapacità, pressapochismo, menefreghismo e di pensare solo a prendersi lo stipendio. Commenti che sono stati rivolti, oltreché agli amministratori, anche alle forze dell’ordine. Alcuni, quelli meno rispettosi, non sono stati digeriti dai destinatari che stanno decidendo se querelare gli autori oppure lasciar perdere: «A certe accuse preferisco non replicare perché si commentano da sole – conclude Panichi –. Ribadisco invece che non potevamo continuare a tollerare che per colpa dei comportamenti incivili di qualcuno venisse denigrato
l’intero territorio ed esposta negativamente agli occhi dei tanti frequentatori l’immagine di una delle località più belle della costa oristanese e della Sardegna». Dunque, da ieri è vietato mangiare in spiaggia e la scusa del languorino non sarà sufficiente a sfuggire alle multe.

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