l’appello 

Pigliaru: riconoscere l’insularità per stimolare i mercati internazionali

CAGLIARI. Sardegna turisticamente sempre più internazionale. Ma per attrarre vacanzieri dal nord Europa che cercano un posto come la Sardegna è necessario che all'isola venga riconosciuta l'insularitá...

CAGLIARI. Sardegna turisticamente sempre più internazionale. Ma per attrarre vacanzieri dal nord Europa che cercano un posto come la Sardegna è necessario che all'isola venga riconosciuta l'insularitá. Senza dover incorrere nella tagliola degli aiuti di Stato. È il ragionamento finale dell'intervento del presidente della Regione, Francesco Pigliaru, durante la presentazione del piano. Il governatore ha raccontato una chiacchierata con il proprietario di un hotel del centro Sardegna. «Una volta i suoi clienti – ha raccontato Pigliaru – erano al 50 per cento stranieri e al 50 per cento italiani. Ora gli stranieri sono passati al 90 per cento. Perché gli italiani erano soprattutto cagliaritani che cercavano la montagna: ora con i voli low cost se la vanno a cercare altrove. Rimangono gli stranieri che cercano questo tipo di Sardegna, le sue bellezze naturali». Il piano? «Se c'è un settore in cui è importante fare piani strategici – ha detto – questo è il turismo. Chi non ha fatto piani si è rovinato. Chi ha costruito grattacieli sulle spiagge oggi li butterebbe volentieri giù, se potesse. E chi basa il suo turismo soprattutto sul bene naturale, su qualcosa di unico, deve pensare a una programmazione e a una gestione attenta». È questa è la strada della Sardegna. «Non possiamo inseguire il massimo del reddito oggi – ha detto – e poi nulla domani. La qualità della vita ha sempre più valore e in prospettiva per il turismo ne avrà sempre di più. Ma io dico che c'è già una quota di vacanzieri che sta già scegliendo questi valori. E la quota in futuro sarà sempre più grande».

La giornata di ieri – la seconda dopo la seduta di insediamento di Milis – è stata quella di chiusura di un piano con decine di incontri che hanno coinvolto più di 600 persone. «Se vogliamo crescere – ha detto l'assessora del turismo Barbara Argiolas – e portare un numero sempre maggiore di viaggiatori in Sardegna ma non concentrati solo nei due mesi estivi, dobbiamo puntare invece sul turismo di qualità e creare una filiera di proposte riconoscibili, originali e vendibili sui mercati, che siano sostenibili non solo dal punto di vista ambientale ma anche da quello economico e sociale».

Nel corso della mattinata, sono intervenuti anche Luigi
Lotto, presidente della quinta Commissione del Consiglio regionale, Agostino Cicalò in rappresentanza delle Camere di Commercio della Sardegna, Alberto Scanu in rappresentanza delle società di gestione degli aeroporti sardi e il presidente di Federalberghi, Paolo Manca. (st.am.)

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