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Dopo lo stop ai picnic in spiaggia parlano i turisti: non tutti sono contrari

Il divieto di consumare cibo e bevande sulll'arenile di S'Archittu firmato dal sindaco di Cuglieri Gianni Panichi suscita polemiche e applausi

CUGLIERI. Il divieto di consumare cibo e bevande in spiaggia, firmato dal sindaco Gianni Panichi per cercare di contrastare l’abbandono dei rifiuti ha suscitato reazioni contrastanti tra chi frequenta la borgata marina di S’Archittu. C’è chi commenta la decisione ironicamente, chi punta il dito contro la mancanza di cestini in cui lasciare i rifiuti, chi è d’accordo con il sindaco e anche chi, per goliardia, su Facebook invita tutti a uno “Spuntino a S’archittu” al quale hanno già aderito centinaia di persone e oltre 500 si dicono interessate a partecipare. Efisio e Vilma, una coppia di Varese, frequentano la località balneare da molti anni: «Le cose vanno sempre peggio – esordisce Efisio, sardo trapiantato in Lombardia da 50 anni – e credo che i divieti servano a poco con i tanti maleducati che ci sono in giro. Per 40 anni abbiamo campeggiato e mai ci siamo permessi di lasciare i rifiuti in giro – gli fa eco la moglie Vilma –. Secondo me, ha fatto bene il sindaco a fare l’ordinanza».

Eleonora e Chiara, entrambe di Milano, sono due giovani mamme: «Portiamo con noi quello che occorre per i nostri bimbi – dicono –. Nella borsa c’è l’acqua, un frutto e la pappa. Mi auguro che chi deve fare i controlli capisca anche le situazioni – dice Eleonora –. Non è che per colpa di chi non si comporta bene ci passano anche quelli che rispettano le regole». Tra i tanti che commentano la notizia c’è chi si lamenta per la mancanza di servizi e per i pochi contenitori disponibili in spiaggia. Altri invece si dicono dalla parte dell’amministrazione comunale: «Era ora che si prendessero provvedimenti. Il sindaco ha fatto benissimo – dice un signore di Bonarcado. Irene, sarda ma residente a Milano, mette in evidenza una situazione che peggiora di anno in anno: «A volte la gente è costretta a gettare i rifiuti dove capita perché ci sono pochi contenitori, e quelli disponibili si riempiono subito – dice –. Chi fuma, non sa dove mettere la cicca perché non ci sono posacenere. Se ci fosse maggiore organizzazione anche da parte del Comune le cose andrebbero meglio e la gente i rifiuti li porterebbe dove devono essere smaltiti».

Silvana, di Oristano, oltre a puntare il dito contro i maleducati, consiglia gli amministratori di sensibilizzare maggiormente a un maggior rispetto del luogo. William, giovane seneghese, è dell’avviso che non si può impedire lo spuntino in spiaggia, semmai servono più controlli e più contenitori in cui lasciare la spazzatura. Manuela arriva da Cagliari. Dice che la gente non si diverte a sporcare, se lo fa è perché non sa dove mettere i rifiuti: «Non è che la gente lascia la spazzatura dove capita per il gusto di sporcare – spiega –. In molte località ai bagnanti vengono consegnati i contenitori per le cicche e i sacchetti per i rifiuti. Qui non accade. I maleducati ci sono sempre stati e sempre ci saranno. Proprio per questo chi amministra deve fornire gli strumenti idonei a ridurre il fenomeno. E se ci sono i bidoni, difficilmente i rifiuti vengono abbandonati in spiaggia o dove capita». Il sindaco Gianni Panichi, si limita a dire: «Le reazioni delle persone all’ordinanza erano più che prevedibili. Devo dire però che quelle di approvazione superano di gran lunga quelle che criticano la decisione presa».

Infine, la notte scorsa, un gruppo di teppisti ha gettato una grossa balla di fieno in mare, proprio davanti all’arco. Uno spettacolo che si sarebbe potuto evitare .