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Legambiente: no al nuovo gasdotto

Per gli ambientalisti la Regione dovrebbe bloccare il progetto proposto da Snam

SASSARI. No alla realizzazione del nuovo gasdotto Porto Torres-Cagliari, sì ai depositi costieri di gas. Legambiente boccia il progetto di metanizzazione dell’isola presentato da Snam «perché rischia di costituire un serio ostacolo al raggiungimento degli obiettivi innovativi indicati dalla Unione Europea al 2030». Per l’associazione ambientalista la sfida fondamentale che la Sardegna ha oggi di fronte «è un sistema energetico sempre più incentrato sulle fonti rinnovabili». Come spiega Vincenzo Tiana, presidente del comitato scientifico «Legambiente da sempre considera la metanizzazione un passaggio utile per rendere più sostenibile e meno dipendente l’isola dal carbone. Ma non riteniamo utile il progetto di un grande metanodotto Cagliari- Porto Torres. Sarebbe preferibile un progetto di metanizzazione che punti, da un lato, alla realizzazione di depositi costieri di gas naturale liquefatto nei bacini urbani di maggior consumo (Cagliari, Sassari ed Oristano) dove già oggi esistono delle reti, e dall’altro sullo sviluppo del biometano da scarti agricoli, che può rappresentare un opportunità anche di sviluppo per l’isola». Per Tiana la realizzazione di una grande dorsale di collegamento «potrebbe rivelarsi, invece, un’opera di scarsa utilità, dal momento che risulta un progetto che necessita di lunghi tempi di realizzazione».

«La decisione su questo progetto infrastrutturale rischia di essere presa senza avere un quadro completo e aggiornato dello scenario energetico nel quale la Sardegna e l’Italia si trovano in materia di energia e clima – aggiunge Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente – . Il prossimo autunno terminerà infatti il processo di approvazione dei nuovi obiettivi europei al 2030 e delle regole per conseguirli nel campo delle fonti rinnovabili, dell’efficienza energetica e dei trasporti. Obiettivi che saranno più ambiziosi di quelli attuali – dice Zanchini – Per queste ragioni chiediamo alla Regione di fermare la procedura di approvazione del progetto proposto dalla Snam in attesa che sia data risposta alle diverse questioni che inevitabilmente si apriranno, nei prossimi mesi, rispetto allo scenario energetico regionale e nazionale. Il rischio è che questa infrastruttura sia di ostacolo nel raggiungimento degli obiettivi previsti».