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Trasferimenti Air Italy è muro contro muro

Fallisce il tentativo di conciliazione in prefettura tra i sindacati e l’azienda Reintegrati dal giudice 14 tecnici di Meridiana Maintenance licenziati nel 2016

OLBIA. L’incontro al Mise è stato anticipato di qualche giorno. Il 31 luglio vertici di Air Italy, Regione e sindacati si incontreranno a Roma soprattutto per affrontare la questione dei 51 trasferimenti da Olbia a Milano Malpensa. Ma nel frattempo sulle teste dei lavoratori piovono altre notizie, in alcuni casi positive. Il giudice del lavoro, per esempio, ha ordinato il reintegro di 14 tecnici di Meridiana Maintenance licenziati nel 2016. Una notizia che fa esultare i Cobas: «Dopo due anni il giudice ha finalmente acclarato, pur in un giudizio non ancora definitivo, l’illegittimità del licenziamento collettivo, come da subito da noi denunciato, e ha reso giustizia ai lavoratori illegittimamente espulsi dal luogo di lavoro». Invece ieri mattina Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno incontrato l’azienda davanti al prefetto nell’ambito della seconda fase di due procedure di raffreddamento aperte per il personale di terra. Nessun punto d’incontro sulla questione dei 51 trasferimenti a Malpensa, mentre si è conclusa con esito positivo la procedura che riguardava la restituzione di un mese lavorativo ai dipendenti del call center di Meridiana.

Il reintegro. Il giudice del tribunale di Tempio, Marina Rossi, ha dichiarato illegittimo il licenziamento di 14 lavoratori di Maintenance, difesi dall’avocato Marco Tavernese. È stato quindi ordinato l’immediato reintegro. «I lavoratori si sono opposti al licenziamento collettivo avviato dalla società nell’ambito dell’accordo quadro del 26 giugno 2016 – spiega Domenico Teramo dei Cobas –. Un accordo sottoscritto da Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Anpac e Anpav e non condiviso da noi in quanto fortemente lesivo degli interessi dei lavoratori ed evidentemente propedeutico allo smantellamento del sito aziendale di Olbia. Purtroppo siamo stati facili profeti a criticare l’accordo quadro del 2016 visto che i colleghi rimasti nel posto di lavoro, proprio in questi mesi, stanno subendo lo stesso disagio, altrettanto illegittimamente, grazie ai trasferimenti collettivi da Olbia a Malpensa disposti dal management per dar seguito a un piano di riorganizzazione errato che sta gravemente pregiudicando il futuro occupazionale nel territorio di Olbia».

Muro contro muro. Davanti al prefetto di Sassari, Giuseppe Marani, nessun passo in avanti. Il tentativo di conciliazione sul trasferimento dei 51 dipendenti a Malpensa è fallito. Verificate le posizione di Air Italy e dei rappresentanti di Filt Cigl, Fit Cisl, Uil Trasporti e Ugl Ta, il prefetto non ha potuto fare altro che firmare un verbale di mancato accordo. «Adesso il problema si sposta al tavolo ministeriale sperando che, in quella sede, l'azienda ci ripensi e modifichi una strategia totalmente sbagliata» commenta il segretario regionale della Filt Cgil Arnaldo Boeddu. «L’attività dei 51 dipendenti si può tranquillamente svolgere a Olbia – aggiunge Franco Monaco, Filt Cgil Gallura –. Questo territorio ha pagato un prezzo altissimo e un risarcimento sociale è assolutamente dovuto».

Il call center. Nel 2016, per evitare 24 licenziamenti, i lavoratori del call center avevano ceduto un mese part–time, per una sorta di solidarietà interna. Davanti al prefetto, Air italy ha confermato di dover attuare gli accordi presi lo scorso 13 giugno per la restituzione. La procedura è stata chiusa con esito positivo.