Pd, oggi l’elezione di Cani ma il partito è diviso

Sull’ex deputato area Cabras Fadda, renziani ed ex Ds. I soriani fermi sulla richiesta del congresso

SASSARI. Il Pd prova a eleggere il segretario. A quasi cinque mesi dal disastro elettorale delle politiche e quando ne mancano sei alle regionali i dem si ritrovano ad Abbasanta per scegliere il nuovo timoniere. Ennesimo tentativo di dare un scossa al partito il 4 marzo crollato sotto il 15 per cento. Ennesima assemblea dopo quella choc di 20 giorni fa che ha visto alcuni nomi di primo piano - l’ex governatore Renato Soru da una parte, gli ex parlamentari Silvio Lai e Siro Marrocu dall’altra - a un passo dallo scontro fisico. Oggi alle 10 all’hotel Su Baione di Abbasanta si ritroveranno i delegati del Pd. Come sempre divisi in correnti, partiti nel partito, oggi tenteranno di eleggere l’ex deputato Emanuele Cani come segretario al posto del dimissionario Giuseppe Luigi Cucca. Tenteranno, però. Perché anche il 9 luglio l’asse tra area Cabras Fadda, renziani ed ex-Ds l’elezione di Cani sembrava cosa fatta. I numeri sulla carta erano dalla sua (ma questa volta dovrebbero essere più consistenti). Ma quelli effettivi non sono stati poi sufficienti. Perlomeno, questa è stata l’interpretazione della presidente Lalla Pulga, che ha sciolto l’assemblea. Una decisione, sostenuta dai soriani che vogliono il congresso immediato, che è stata contestata dalle altre aree dem. Una caos che è andato vicinissimo a trasformarsi in uno scontro fisico.

E proprio per evitare che la situazione degeneri il Pd nazionale ha deciso di inviare oggi un controllore, Donato Riserbato, membro della commissione di garanzia. Toccherà a lui vigilare che tutto si svolga secondo le regole. Sarà lui ad affiancare la presidente Lalla Pulga in questa nuova assemblea. Che lei, a onore del vero, non voleva riconvocare, riteneva necessario il commissariamento del partito. È stata Roma a decidere in senso contrario, dando di fatto ragione alle correnti pro Cani. «Io ho solo rispettato le procedure, mi sono attenuta allo statuto – dice Pulga –. La commissione di garanzia ha deciso diversamente e io ho inviato una lettera di ricorso. Non so neanche se sia stata letta. Ma è una cosa normale che in una assemblea ci possano essere diverse interpretazioni delle norme. Quello che non posso accettare è l’accusa di essere di parte. Certo, ho sempre fatto parte dell’area Soru, provengo da Progetto Sardegna, ma come presidente del partito mi sono sempre comportata in maniera equidistante, ho agito nel pieno rispetto delle norme. È la mia storia a parlare, da sindaco, da presidente del Consiglio comunale e ora da presidente del Pd». Fatto che sta che Roma ha deciso di inviare un suo luogotenente per vigilare sulla regolarità dell’assemblea. «Ben venga la presenza di
Donato – dice ancora Lalla Pulga –. Almeno spiegherà che come in tutte le assemblee ci sono delle formalità da espletare. Come l’accreditamento, la presentazione dei documenti. Cosa che 20 giorni fa è stata vissuta come una provocazione. Ma succede ovunque così». (al.pi.)



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