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Luoghi del cuore, l’isola tifa per il museo Lai

Le opere dell’artista di Ulassai al 15esimo posto della classifica del Fai: per votare basta un click

SASSARI. A un passo dalle mura timolonteee di Gela e tallonato dall’acropoli di Alatri. Il museo a cielo aperto della Stazione dell’arte di Maria Lai a Ulassai è al 15esimo posto tra i luoghi del cuore promossi dal Fai. Il più amato della Sardegna. Da due mesi l'Italia sta votando i luoghi del cuore da salvare nella nona edizione del censimento nazionale promosso dal Fondo ambiente italiano in collaborazione con Intesa San Paolo. C'è tempo fino al 30 novembre, ma la pioggia di voti, circa 300mila per più di 20mila luoghi, dimostra come l’iniziativa sia particolarmente sentita dagli italiani.

Chiese, castelli, fiumi, siti archeologici, palazzi storici, ma anche bar e aree industriali dismesse. C’è di tutto nella lista dei luoghi da salvare. Attualmente al primo posto il Fiume Oreto a Palermo. Secondo classificato è il Bosco ai Prati di Caprara, un tempo area per esercitazioni e parate militari, ora polmone verde nel tessuto urbano di Bologna. Terzo il Castello Aragonese a Taranto, voluto da Ferdinando II alla fine del '400 per difendersi dagli attacchi dei Saraceni, già aperto al pubblico ma che i cittadini vorrebbero valorizzare maggiormente.

Per trovare il primo luogo sardo bisogna arrivare al 15esimo posto, dove si trova il museo a cielo aperto di Maria Lai, importante esempio di arte pubblica e sociale avviata dall’artista nel 1981 con la performance collettiva “Legarsi alla montagna”, che ha superato quota 2.100 click. Ma ne servono tanti altri per riuscire a scalare posizioni in classifica: il fiume Oreto è già oltre 13mila. E solo i primi tre otterranno i fondi. Le opere del museo, di particolare rilevanza e significato nel percorso artistico e poetico di Maria Lai -ma anche degli altri artisti che hanno voluto lasciare a Ulassai una loro traccia -, richiedono interventi urgenti e tempestivi di salvaguardia e recupero, promozione e valorizzazione, esposte come sono da anni, alla inclemenza del tempo e alle intemperie naturali, che rischiano, sempre più, senza adeguati e tempestivi interventi conservativi, di essere compromesse e danneggiate irreparabilmente.

Per trovare un altro luogo sardo bisogna arrivare alla 79esima posizione, dove c’è la chiesetta di Sant’Antiogu Becciu a Sanluri, a quota 580 click. Al terzo posto nell’isola, ma 111esimo a livello nazionale, le Batterie di Candeo alla Maddalena, che finora hanno messo insieme 356 voti. A seguire la chiesa di Santa Maria di Betlem a Sassari (148esima posizione, 265 voti), Gualchiera e Mulino Bellu a Tiana (163esimo, 237 click), Villa Webber e il suo parco ancora alla Maddalena (262esimi e 125 voti), i Tacchi di Ulassai (343esimi con 90 voti). Dopo otto edizioni e 92 interventi promossi dal 2003, quest'anno sono già 160 i comitati registrati sul sito www.iluoghidelcuore.it.

Obiettivo non è solo la classifica dei Luoghi del cuore (ai primi tre vanno rispettivamente 50, 40 e 30mila euro), ma soprattutto, sottolineano al Fai - in Sardegna ora guidato da Monica Scanu -, la visibilità che si può ottenere così da avviare nuove collaborazioni e attirare contributi preziosi. I luoghi con almeno 2 mila voti potranno aspirare anche a successivi aiuti Fai-Intesa San Paolo fino a 30 mila euro. (al.pi.)