Cancellato l’articolo sulle grandi opere

Il 43, da tempo al centro di contestazioni, è stato depennato dalla commissione Ma restano i dubbi degli ambientalisti. Via libera definitivo prima di Ferragosto

CAGLIARI. L’articolo della Legge urbanistica sulle «grandi opere ecosostenibili» non esiste più. La commissione del Consiglio regionale l’ha depennato dal testo, come per altro avevano annunciato mesi fa il presidente della Regione Francesco Pigliaru e l’assessore Cristiano Erriu. A questo punto a essere soddisfatti più di tutti dovrebbero essere l’ex governatore Renato Soru e gli ambientalisti. Il primo perché in quell’articolo aveva intravisto la possibilità concreta di un «aggiramento del Piano paesaggistico regionale», con anche l’ipotesi di nuove costruzioni sulle coste. Gli ambientalisti perché di fatto quello stesso artiolo si sarebbe potuto trasformare in una sorta di «controllo politico e centralizzato» sul territorio. Comunque questi rischi ora sono stati messi al bando, anche se il centrosinistra non ha votato compatto. I consiglieri regionali galluresi in commissione – Pierfranco Zanchetta dell’Upc e Giuseppe Meloni del Pd – sono andati per la loro strada, nonostante il giorno prima si fossero incontrati col governatore Pigliaru per un chiarimento proprio sui «grandi progetti». Zanchetta si è astenuto, mentre Meloni non ha partecipato alla riunione, facendosi sostituire da un altro Dem per non far mancare il numero legale. Così, alla fine, a votare contro lo stralcio dell’articolo è stata solo l’opposizione di centrodestra.

Cambio in corsa. Al posto delle «grandi opere» la maggioranza ha inserito l’articolo che dovrebbe permettere ai Comuni di accelerare l’iter per l’approvazione del Piano urbanistico comunale, adeguandolo al Piano paesaggistico regionale. Per farla molto più semplice, saranno le «singole comunità a decidere il futuro dei territori» senza nessun intervento diretto da parte della Regione e neanche del Consiglio regionale. Con la prima che sosterrà i Comuni nella fase preliminare anche con una task force di tecnici.

Nuovo attacco. Il Gruppo d’intervento giuridico è ritornato invece sul bonus del 25 per cento destinato anche agli alberghi nei 300 metri dal mare e approvato l’altro giorno dalla commissione urbanistica del Consiglio. «L’abbiamo detto e documentato in tutti i modi, in tutte le salse e in tutte le sedi – scrivono gli ambientalisti – gli incrementi volumetrici nelle aree di massima salvaguardia costiera sono incostituzionali. Se continuate così, è molto probabile che andrete a sbattere contro un muro di leggi», Da sempre il Gruppo è convinto che questo articolo della Legge urbanistica finirà per essere impugnato dal Governo, o comunque ci saranno diversi ricorsi. È un rischio che la maggioranza di centrosinistra non ha preso però in considerazione. E infatti ha licenziato i bonus del 25 per cento seppure vincolato a «un massimo di 1.500 metri cubi» per realizzare servizi – centri benessere e aree congressi – ma senza aumentare i posti letto. Possibilità invece concessa ai cosiddetti piccoli alberghi, che potranno aumentare il numero delle stanze fino a raggiungere massimo 100 posti letto.

Volata finale. La commissione urbanistica ritornerà a riunirsi martedì e mercoledì, per votare gli ultimi 50 articoli della Legge.

Ci sono ancora due scogli. Il primo è la tabella che ricalcola le volumetrie ancora a disposizione dei Comuni, dovrebbe essere questa cassata con un ritorno ai criteri previsti a suo tempo dal Piano paesaggistico
regionale. Il secondo riguarda quanto dovrà essere grande un lotto per poter costruire le case in campagna. «Abbiamo detto che approveremo la legge prima della pausa estiva e manterremo la parola», ha confermato Antonio Solinas, presidente della commissione urbanistica. (ua)

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