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Gli stipendi dei politici sardi: tra paperoni e paperini

In vetta gli europarlamentari: 19mila euro al mese, più 21mila per gli assistenti. Ai sindaci dei piccoli comuni appena 1290 lordi che si dimezzano per chi lavora

SASSARI. Il presidente del Consiglio comunale di Baradili, o di uno dei 122 comuni sardi che non superano i mille abitanti, ogni mese prende uno stipendio di circa 65 euro. Lordi. Il 5 per cento esatto di quanto riceve il sindaco di uno di questi piccoli Comuni. Un europarlamentare - e in questa legislatura la Sardegna è ben rappresentata a Strasburgo - invece ogni mese può arrivare a portare a casa 19mila euro. Dipende dalla frequenza con cui partecipa alle sedute, ma difficilmente scende sotto i 16mila. Insomma, c’è casta e casta. L’antipolitica degli ultimi anni ha messo tutta la politica nello stesso calderone, dimenticando che in molti casi chi svolge un ruolo pubblico lo fa in regime di quasi volontariato. Senza dimenticare la grande responsabilità che grava in capo a ogni sindaco.

Sindaci. Partiamo dai Comuni. Lo stipendio dei sindaci varia a seconda della popolazione. In Sardegna quello che guadagna di più - ma parliamo sempre di stipendi lordi - è Massimo Zedda, primo cittadino di Cagliari, che essendo capoluogo di regione è equiparata ai Comuni con oltre mezzo milione di abitanti: per lui ogni mese 7.800 euro. Seguono Nicola Sanna, sindaco di Sassari, con 5.780 euro, poi Andrea Soddu, Nuoro, Andrea Lutzu, Oristano, e Paola Massidda, Carbonia, a quota 4.130 euro. Stessa cifra di Settimo Nizzi, sindaco di Olbia, che ha visto lo stipendio ridursi da 5.010 a 4.130 euro quando la città ha perso lo status di capoluogo di provincia. A quota 4.130 euro c’è anche Quartu, mentre Alghero è un gradino sotto, a 3.460. I sindaci dei centri che hanno tra i 10mila e i 30mila abitanti prendono 3.100 euro, tra i 5 e i 10mila abitanti 2.790, con una popolazione tra i 3 e i 5mila 2.100 euro, tra i mille e i 3mila 1.450, al di sotto dei mille si fermano a 1.290. Tutti sempre e rigorosamente lordi. Il che significa che al netto nei piccoli comuni siamo ben al di sotto dei mille euro. Senza contare che se il sindaco è dipendente pubblico o pensionato l’importo deve essere dimezzato, a meno che non decida di mettersi in aspettativa dal lavoro per tutto il periodo del mandato.

Vice e assessori. Alla popolazione sono legati anche gli stipendi di vicesindaco e assessore. Più abitanti ha il Comune e più è alta la percentuale. Sopra i 50mila abitanti il vice prende il 75 per cento di quanto riceve il sindaco. A Cagliari dunque 5.850 euro, a Sassari 4.335, a Olbia, Nuoro e Oristano 3.097. Tra i 10 e i 50mila abitanti l’indennità è pari al 55 per cento, tra i 5 e i 10mila al 50, tra i mille e i 5mila al 20, e sotto i mille abitanti appena il 15 per cento. Un gradino più sotto gli assessori: il 10 per cento del sindaco nei comuni più piccoli, il 15 fra i mille e i 5mila, il 45 fra i 5 e i 50mila, il i 50 nei comuni sopra i 50mila abitanti. Dalla dimensione del Comune dipendono anche i gettoni di presenza dei consiglieri.

Regione. Il governatore Francesco Pigliaru ogni mese riceve uno stipendio - lordo, sottolineiamo - di 12.950 euro, quasi mille euro in meno rispetto al tetto massimo stabilito dalla Conferenza delle regioni, che si ferma a 13.800 euro. Stesso discorso per gli assessori regionali sardi: 10.495 euro a testa a fronte di un tetto massimo di 11.100. Per quanto riguarda i consiglieri regionali nella passata legislatura l'indennità è stata ridotta da 9.263 euro lordi a 6.660, con risparmio di 2.663 euro. Il che vuol dire che i 60 consiglieri attualmente in carica costano alla comunità 396mila euro al mese, poco più della metà dei 741mila della legislatura scorsa. Dimezzato anche il rimborso forfettario: da 6.508 a 3.850 euro mensili, con un risparmio di 2.658 euro.

Parlamento. Più si sale di livello e più aumenta l’ammontare degli stipendi dei politici. Sia al Senato che alla Camera l’indennità mensile è intorno ai 5.300 euro. A questa va aggiunta la diaria che spetta a ogni parlamentare a titolo di rimborso, pari a 3.500 euro, che però viene decurtata di 206 euro per ogni giorno di assenza dalle votazioni. I senatori hanno diritto anche a un rimborso forfetario mensile di 1.650 euro per spese telefoniche e di viaggio, oltre a 2.090 euro per l’esercizio del mandato, più un’altra quota di 2.090 erogata a forfait. Alla Camera il rimborso per l’esercizio del mandato è di 3.690 euro. Per i trasferimenti è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323 euro, che diventano 3.995 se la distanza da percorrere è superiore a 100 chilometri. C’è poi da sottolineare che sia senatori che deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale.

Europarlamento. Insomma, a Roma i parlamentari non si possono lamentare, ma il colpo più grosso lo fa chi riesce ad arrivare a Strasburgo. Ogni deputato europeo guadagna 7.956 euro lordi, a cui vanno aggiunti 4.299 euro di indennità per le spese generali e una indennità giornaliera di 304 euro, somma che si dimezza se il parlamentare partecipa a meno della metà delle votazioni. Insomma, ogni mese l’inquilino di Strasburgo mette insieme tra i 16mila e i 19mila euro, a cui vanno aggiunti i 21mila euro mensili a disposizione per pagare i suoi assistenti.