L’azienda modello di Luogosanto

Da 91 ettari a 201, di cui 21 coltivati. Da 2200 bottiglie imbottigliate con la prima vendemmia a 200mila. L’azienda Siddura, che significa tesoro nascosto, marcia alla conquista dei mercati esteri....

Da 91 ettari a 201, di cui 21 coltivati. Da 2200 bottiglie imbottigliate con la prima vendemmia a 200mila. L’azienda Siddura, che significa tesoro nascosto, marcia alla conquista dei mercati esteri. Dopo aver conquistato la Sardegna e l’Italia, oggi esporta i vini prodotti sulla collina di Luogosanto in Inghilterra, Germania, Svizzera, Olanda e Belgio, Kazakistan, Danimarca, Svezia, Finlandia, Ungheria, Polonia. In chiusura importanti contratti con Giappone e America, Danimarca, Svezia, Finlandia, Ungheria, Russia. Dall’inizio della commericializzazione Siddura ha collezionato circa 250 premi tra cui Tre Bicchieri del Gambero Rosso, le medaglie doro al Decanter, al Grenaches du monde, IwcC, Bruxelles, Wine of the year (nella top 100 dei vini migliori del mondo c’è il Tìros), Oscar al Douja D’Or. 23 i dipendenti fissi, 30 agenti nella rete dei venditori, due export manager. Alle spalle della cantina Siddura che fattura circa 2 milioni di euro, l’altissima qualità dei vini e una
campagna di comunicazione di alto livello. «Non vendiamo solo un prodotto, ma una storia, delle emozioni, la terra di Sardegna – afferma Massimo Ruggero –. Non mi interessa fare la guerra alle aziende sarde. Voglio che diventa uno dei più forti brand del made in Italy e nel mondo».


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