Trasporti, Sabatini: Stato e Ue non ci aiutano

Il consigliere Pd: bene Scanu su Air Italy, la Regione sta lavorando ma Roma e Bruxelles sono nemiche

SASSARI. Stato e Unione europea nemici della Sardegna. Il consigliere del Pd Franco Sabatini si scaglia contro Roma e Bruxelles sul tema dei trasporti. Lo fa partendo dalle dichiarazioni di Gian Piero Scanu, ex parlamentare dem, che sulla Nuova ha accusato il vicepresidente di Air Italy, Marco Rigotti, di portare avanti una politica filo Malpensa a danno dell’isola. «Scanu pone in evidenza come un certo potere politico-economico, tutto concentrato nel Nord Italia, interferisce sui diritti dei sardi – dice Sabatini–. Lo fa con spregiudicatezza, considerando la Sardegna una pezza da piedi. Air Italy deve rimanere in Sardegna e così come affermato da Scanu “se uno sviluppo di Malpensa ci deve essere, questo deve essere parallelo allo sviluppo di Olbia cosi come da accordi”. Mi permetto però di affermare che questo è solo un aspetto del problema trasporti, importante, direi fondamentale, nel particolare come negli aspetti più generali che toccano i valori del rispetto della dignità della sardi».

Sabatini affronta la questione a 360 gradi, andando oltre la vertenza Air Italy. «Il problema dei trasporti è, come tutti sappiamo, più complesso e articolato: trasporti aerei e i bandi sulla continuità territoriale, i trasporti marittimi e il monopolio che, nonostante sia sostenuto da soldi pubblici, mantiene i costi a livelli insopportabili fino a compromettere lo sviluppo turistico della nostra regione. A tutto ciò si aggiunge una rete ferroviaria non solo insufficiente ma oramai vecchissima nella concezione e nella tecnologia. La Sardegna tenta da anni di superare i problemi legati ai trasporti ma dobbiamo riconoscerlo, senza grandi risultati. Bene ha fatto Scanu a mettere in evidenza l’ennesimo nemico, ma i nemici sono tanti e dovremo prenderne coscienza».

Al primo posto di questa lista di nemici c’è «l’Europa che fa orecchie da mercante al riconoscimento dei diritti legati all’insularità; il secondo è lo Stato che non ha mai fatto proprie le battaglie dell’isola nei confronti dell’Unione Europea e se lo ha fatto è stato sempre in modo insufficiente. Uno Stato che sulle ferrovie ha evitato da sempre di fare veri investimenti infrastrutturali, che sulla spendita dei 70 milioni per la continuità marittima ha risposto non ai diritti dei sardi ma a ben altre logiche di potere dove la Sardegna non ha avuto nessun ruolo. È per questo che alcune settimane fa ho proposto la convocazione di un Consiglio regionale della Sardegna a Olbia, perché ritengo importante tutto quello che il presidente Pigliaru
e l’assessore Careddu stanno facendo, ma non credo che una battaglia di questa portata si possa vincere senza che l’isola intera recuperi in dignità e forza etica, in capacità di reazione a condizioni inaccettabili in cui, chi dovrebbe garantire i nostri diritti li ignora».



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