enti locali 

Province, Deriu: ritornino elettive

Il dem promuove la proposta della Lega. Agus, Cp: prima le risorse

SASSARI. Travolte dalla furia dell’antipolitica, rischiano di ritornare in auge proprio col governo che ha fatto dell’antipolitica la sua bandiera. I ministri leghisti Salvini e Centinaio, infatti, hanno presentato al Senato un disegno di legge per ritornare alla elezione diretta delle Province. Una proposta targata Lega che trova consensi anche sulla sponda del centrosinistra. È il caso di Roberto Deriu, consigliere regionale del Pd, uno dei pochi paladini delle Province, anche nel momento in cui gli enti intermedi venivano additati da tutti come il simbolo degli sprechi della politica. «È cosa risaputa che io ho criticato tutte le proposte sulla abolizione delle province, da Tremonti a Monti, fino ai governi del Pd perché serviva una riforma costituzionale – dice l’ex presidente della Provincia di Nuoro –. È stata fatta ma poi il referendum è stato bocciato e ora le Province sono a pieno titolo nella Carta costituzionale. Di conseguenza, è giusto che siano elettive. Le Province sono enti che rappresentano il territorio, sono un pezzo della Repubblica e se lo Stato non dà loro risorse lascia scoperti i diritti dei cittadini. Basta vedere qual è oggi la situazione. I cittadini hanno meno strade, meno scuole, meno servizi decentrati rispetto a prima». Deriu fa l’esempio del Nuorese. «È un territorio che si basa su politiche decentrate e infatti ha pagato più di tutti questo centralismo. Per non ridurre la spesa centrale si è voluta diminuire quella periferica, avvantaggiando i grandi centri e penalizzando le aree più disagiate. Rendere le Province elettive significa ridare rappresentanza alle istanze periferiche».

Più tiepida la reazione di Francesco Agus, consigliere di Campo progressista. Da presidente della commissione Autonomia è in prima linea nel pressing sullo Stato per fare sì che vengano restituiti alle Province sarde i milioni di euro tagliati negli anni. «Qualora le province dovessero ritornare a livelli finanziari accettabili e avere un programma di sviluppo per il territorio sarebbe naturale che i loro rappresentanti venissero eletti direttamente dalla popolazione – dice l’esponente di Campo progressista –. Ma oggi sono purtroppo enti che pagano a malapena gli stipendi e portano avanti solo parte delle competenze obbligatorie. In una situazione del genere se ci fossero rappresentanti eletti ci sarebbero solo ulteriori problemi. E comunque lo Stato prima di ripristinare le elezioni dovrebbe ripristinare le risorse sottratte alla Sardegna a
favore del Nord Italia». Già ai tempi del referendum Agus era a favore delle province. «Del quesito sulle nuove non presi nemmeno la scheda – ricorda – perché trovavo assurdo che si chiedesse a me di Cagliari di pronunciarmi sulla autonomia di Olbia o del Medio Campidano». (al.pi.)

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