Giovanni Di Maria, l’urologo con la passione per la politica

Il medico è stato consigliere comunale a Sassari. Nel 2002 il lutto per la morte della figlia di 13 anni

SASSARI. Un medico che, a distanza di qualche anno dalla pensione, era ancora innamorato del suo lavoro e sempre pronto ad aiutare gli altri. Per questo aveva accettato di fare il consulente alle terme di Casteldoria, era un modo come un altro per mettere sempre a disposizione degli altri la sua professionalità e, in particolare, la sua specializzazione in Urologia.

Ma Giovanni Di Maria era anche un politico. Una di quelle persone che tra i banchi del consiglio comunale di Sassari – prima con il sindaco Anna Sanna e poi con Gianfranco Ganau – «ha dato sempre dimostrazione di essere prima di tutto un grande uomo – ricordano i colleghi – Mai un intervento sopra le righe, mai una parola di troppo».

La morte di Di Maria ha sconvolto chi per anni ha condiviso con lui il lavoro di medico e quello di politico nel Pd. Il suo primo mandato come consigliere risale al 1995 quando venne eletta sindaca di Sassari Anna Sanna. Nel 2002 un evento tragico interrompe la sua attività politica: il 18 ottobre, durante una partita di pallavolo, la figlia Giovanna – conosciuta da tutti come Kiri – era stata colpita da una emorragia cerebrale ed era morta sei giorni dopo nel reparto rianimazione dell’ospedale civile di Sassari. Aveva poco meno di tredici anni e frequentava la terza media. Una bambina speciale, piena di vita e con un forte impulso ad aiutare il prossimo. Il dolore per la scomparsa della piccola Kiri era stato devastante per la famiglia Di Maria, per la madre Ornella Loriga, per il fratello Ettore (ingegnere) e per il padre Giovanni. Ma in realtà gran parte della città aveva condiviso con particolare trasporto la sofferenza dei familiari tanto da seguirli anche in un importante percorso: aprire una causa di beatificazione. Proprio in considerazione di quello che da molti era stato descritto come un «irrefrenabile trasporto della bambina per l’esercizio pratico del volontariato, una marcata sensibilità e attenzione nei confronti degli anziani, dei bambini, degli umili, degli indifesi e dei più bisognosi in genere».

Da quell’ottobre del 2002 molte cose erano cambiate: «Il padre – ricordano alcuni colleghi consiglieri – non era stato più lo stesso, si era isolato per un po’. Poi nel 2004 aveva accettato la candidatura alle regionali con Renato Soru, aveva avuto un grande successo di consensi ed era stato tra i primi dei non eletti». In seguito la nuova candidatura alle comunali del 2005 con Ganau e l’impegno attivo come consigliere fino al 2010. Attualmente

era iscritto e militava ancora nella sezione Berlinguer di Sassari.

Di Maria non era un esperto di mare, spesso gli capitava di uscire in barca con qualche amico, pescavano e poi rientravano a casa. Proprio come avevano deciso di fare venerdì notte. (na.co.)

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