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I prèsidi sardi: i bimbi non vaccinati non entrano a scuola

L’associazione dei dirigenti scolastici si schiera contro la ministra Grillo: «Noi rispettiamo la legge, la circolare è di rango inferiore»

SASSARI. I presidi devono applicare la legge e non le circolari ministeriali. Anche nell’isola i dirigenti scolastici si schierano contro le direttive della ministra Giulia Grillo sui vaccini. Compatti contro la circolare che sostituisce l’obbligo di presentare la documentazione dell’avvenuta vaccinazione con una semplice autocertificazione. Una posizione, quella della titolare della Sanità, che ha visto la presa di distanze anche di pediatri, sindaci, assessori, e anche di esponenti dello stesso Movimento 5 stelle. Ma a fare più scalpore sono i dirigenti scolastici: spetta a loro l’ultima parola sull’ingresso dei bambini a scuola.

«In Sardegna siamo sulla stessa linea del nazionale – dichiara Anna Maria Maullu, numero uno nell’isola della associazione dei presidi –. Il presidente ha incontrato il capo di gabinetto della ministra e ha chiarito la nostra posizione: noi intendiamo applicare la legge e non le circolari ministeriali, che sono di gerarchia inferiore». Insomma, anche nell’isola i presidi dicono: senza vaccino al nido e alla scuola materna non si entra. E ribadiscono il no a classi differenziate composte dai soli alunni vaccinati in cui inserire i bambini immunodepressi.

«La riteniamo un’ipotesi del tutto scorretta – ribadisce Maullu, che è dirigente del liceo Brotzu di Quartu –. Lo scopo della scuola è la socializzazione, il nostro obiettivo è aiutarli a stare con gli altri bambini, non a dividerli. Senza contare che un conto è se si parla di città in cui sono presenti più scuole e più classi, penso a Cagliari o Sassari. Ma nei centri più piccoli cosa si fa: si mandano i bambini di un Comune in un altro? Ma il problema si pone anche nella città, perché quando vanno in bagno o durante le gite scolastiche i bambini entrano comunque in contatto. Mi sembra davvero un provvedimento assurdo, al quale noi siamo fortemente contrari. E giustamente anche il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha preso le distanze dalla collega della Sanità».

Per la responsabile della Anp sarda la circolare della ministra Grillo «è un provvedimento non ragionato, perché non ha valutato le ricadute sulla scuola. Noi siamo in allerta e cercheremo di sensibilizzare anche le istituzioni sarde su questo tema. È vero che la giunta si è già espressa, ma chiederemo un incontro agli assessori alla Sanità e alla Pubblica istruzione per chiarire i dettagli».

In effetti, la Sardegna è stata tra le prime regioni che si sono schierate contro lo stop della Grillo alla certificazione dei vaccini. «La Sardegna è contro ogni rinvio dell'obbligo vaccinale senza se e senza ma», ha detto il governatore Francesco Pigliaru. Sulla stessa linea l’assessore alla Sanità Luigi Arru. «Sono favorevole al mantenimento dell’obbligo

vaccinale come assessore ma sopratutto come pediatra ed ematologo. I vaccini sono la più importante scoperta della storia della medicina. Non dimentichiamo le persone conosciute che sono state colpite da colpite poliomielite, morbillo, varicella, epatite». (al.pi.)
 

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