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Scuola, in Sardegna dietro la cattedra un esercito di precari

Il ministero ha autorizzato circa 1700 assunzioni ma non ci sono le graduatorie. Il motivo: i percorsi di abilitazione non sono partiti o sono iniziati in ritardo

SASSARI. La beffa è che cattedre e docenti non coincidono mai. E che la parola stabilità non sembra fare parte del vocabolario della scuola. Almeno in Sardegna. C’è da gioire di fronte alla notizia di circa 1700 assunzioni di insegnanti in pianta stabile autorizzate dal Ministero. C’è da piangere invece, quando si scopre che dei 1700 soltanto la metà (più o meno) firmerà il contratto della vita. La ragione sono, ancora una volta, i tempi che non coincidono. Perché una buona fetta di insegnanti non ha concluso il percorso formativo che gli consentirà di ottenere un contratto a tempo indeterminato. I corsi, infatti, sono partiti in ritardo per numerose classi di concorso. Alcuni – programmati fuori dall’isola – non sono neppure iniziati. Considerato che le nomine vanno fatte perentoriamente entro il 1 settembre, il risultato è che un alto numero di docenti dovrà rassegnarsi ad affrontare un altro anno da precario. Mentre i posti che sarebbero spettati a loro verranno assegnati a colleghi con esperienza decisamente inferiore, precari di seconda e terza fascia che non hanno seguito il percorso formativo.

I numeri. Le cattedre autorizzate dal Ministero «dovrebbero essere coperte dai precari storici delle graduatorie provinciali ad esaurimento, dai vincitori dell’ultimo concorso e da coloro che riusciranno a completare il primo percorso Fit (Formazione iniziale e tirocinio) destinato agli abilitati che non figuravano nelle liste ad esaurimento – dice Alessandro Cherchi, segretario generale Uil scuola Sassari e Gallura – ma paradossalmente gli uffici scolastici regionali e gli ex provveditorati agli studi non sono riusciti ad assegnare tutti i posti. Perché le liste dei precari e le graduatorie dei concorsi in parecchi casi sono già vuote o con pochi aspiranti. I percorsi Fit, gestiti quasi totalmente fuori dalla Sardegna non saranno disponibili per i ruoli 2018. È quindi certo che dei posti in palio ne verrà assegnato circa la metà e per colmare tutti i vuoti si dovrà ricorrere ai precari di seconda e terza fascia d’istituto».

Formazione al palo. Al contrario di quanto accaduto in altre regioni, dove i percorsi Fit fondamentali per ambire a una cattedra, si sono conclusi e i ruoli sono stati assegnati, nell’isola è buio fitto per alcune classi di concorso. All’appello mancano i percorsi Fit per latino e greco, chimica, geografia, tecnologia 1 grado, pianoforte, educazione fisica1 e 2 grado. In altri casi, come per lettere, sono in corso di svolgimento gli orali e per le assegnazioni sarà una corsa contro il tempo.

Nel limbo. Si chiama Luciana Cattari, è di Sennori, ha 43 anni, insegna Lettere dal 2006. «Sono una precaria storica», racconta. Settembre per lei potrebbe essere la svolta, ma il calendario cammina veloce, troppo. «Ho concluso il percorso Fit ma alcuni colleghi devono ancora sostenere l’esame orale. Non se ne parla prima del 21 agosto, poi sentiranno almeno altri due giorni per sentire i ricorsisti. La scadenza del 31 è dietro l’angolo: le nomine si fanno il 1 settembre, per questo le procedure devono terminare al massimo il 31 agosto. Se non accadrà, io e altri 198 colleghi vivremo un altro anno da precari. Beffati per un ritardo che non è dipeso da noi. E al nostro posto ci sarebbero insegnanti meno titolati che ci supererebbero pur non avendo le nostre competenze. Mi auguro – conclude Luciana – che non accada. Nell’interesse nostro e degli studenti».