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Camorrista in vacanza arrestato alla Maddalena

Affiliato ai Casalesi, Grassia era ricercato per riciclaggio di denaro sporco

LA MADDALENA. Lo stavano cercando dappertutto. E alla fine lo hanno trovato nella stanza di un hotel della Maddalena. La polizia ha circondato l’albergo e poi lo ha arrestato armi in pugno. Come si fa quando si ha a che fare con un personaggio molto pericoloso. Francesco Grassia, 73 anni, campano, è così finito in manette. Sulla sua testa pendeva un mandato di cattura internazionale per via di una condanna a tre anni di reclusione nel Principato di Monaco per riciclaggio di denaro sporco. Grassia non è proprio uno qualunque. Considerato un uomo molto vicino al clan camorristico dei Casalesi e alla cosca dei Zagaria in particolare, era stato già arrestato in passato e due anni fa la Dia di Napoli gli aveva definitivamente sequestrato beni e società per un valore di 11 milioni di euro. La sua latitanza è finita alla Maddalena. Grassia, aversano, di mestiere imprenditore edile, si trovava in vacanza sull’isola insieme alla compagna 53enne. Non proprio una scelta azzeccata, visto che da giorni la Maddalena è passata al setaccio per via della presenza nell’isola del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L’arresto è stato messo a segno dagli uomini della Digos di Sassari, diretti dal vice questore aggiunto Cristina Rapetti, con la collaborazione degli agenti del commissariato di Porto Cervo, guidato dal vice questore Fabio Scanu.

Blitz alla Maddalena. Francesco Grassia era stato condannato nel Principato di Monaco. Tre anni di reclusione per il reato di riciclaggio. Una attività di pulizia del denaro proveniente dalle attività della criminalità organizzata attraverso il casinò del Principato. Nei confronti di Grassia era quindi stato spiccato un mandato di cattura internazionale. Qualche giorno fa, però, l’uomo era tranquillamente sbarcato alla Maddalena insieme alla sua compagna, senza fare i conti con la presenza nella stessa isola del Presidente Sergio Mattarella, pure lui in vacanza. Ogni volta che si muove il Presidente della Repubblica, infatti, scattano eccezionali misure di controllo e di prevenzione. Cosa che è accaduta anche alla Maddalena. Ed è proprio nell’ambito di questi controlli che, il giorno prima di Ferragosto, è scattato l’allarme relativo alla presenza di Grassia in un hotel a 4 stelle della Maddalena. Una volta arrivata la conferma del mandato da parte dell’Interpol, gli uomini della Digos di Sassari e del commissariato di Porto Cervo hanno presidiato l’albergo maddalenino e per una notte intera si sono assicurati che Grassia non si muovesse da lì. Poi è scattato il blitz. I poliziotti, con le armi in pugno, hanno fatto irruzione nella stanza prenotata da Grassia e lo hanno arrestato. Con sé il latitante aveva 9mila euro in contanti. Niente armi. L’uomo è stato sottoposto ad arresto provvisorio ed è stato condotto nel carcere di Nuchis in attesa del completamento del procedimento di estradizione che sarà curato dalla sede distaccata della Corte d’appello di Sassari. In questi giorni la Digos, sempre alla Maddalena, ha inoltre rintracciato diversi stranieri ai quali era vietato lasciare il loro territorio nazionale.

L’uomo del clan. Grassia è considerato organico al gruppo dei Zagaria, dello spietato clan camorristico dei Casalesi, sin dagli anni Novanta. Secondo le indagini, Grassia aveva il compito di fornire appoggio logistico, nascondere armi, riscuotere i proventi delle estorsioni e reinvestirli in altre attività. Nel giugno del 2000 fu arrestato per associazione a delinquere di stampo mafioso. Invece nel settembre del 2016 era diventato effettivo il sequestro di beni e società per un qualcosa come 11 milioni di euro. (ha collaborato Andrea Nieddu).