«Giusto, ha pagato». «C’è un limite al perdono»

Le reazioni sul web. «Può rifarsi una vita». «È assurdo fare dei regali a un sequestratore»

SASSARI. La notizia di donare 10 pecore a Matteo Boe, il bandito condannato per i sequestri del piccolo Farouk Kassam, dell’imprenditore romano Giulio de Angelis e della 17enne Sara Niccoli, ha scatenato reazioni e polemiche sul web. C’è chi ritiene giusto che «Boe riceva in dono del bestiame per ricominciare una nuova vita, anche perché ormai ha pagato il suo debito con la giustizia» e «bisogna dargli una possibilità per dimostrare che è cambiato». Molti, invece, ritengono che il carcere possa sopire forse le crudeltà ma non cancellare il passato, né azzerare le colpe. «C’è un limite anche al perdono – protesta un utente web – C’è un bambino (il riferimento è a Farouk Kassam, ndr) al quale è stata rubata l’infanzia. È assurdo che adesso si facciano pure i regali a un sequestratore».

E ancora: «Chi è stato capace di tanta violenza contro un bambino non merita perdono... Perché tanta attenzione per uno che ha tenuto segregato per mesi in condizioni atroci un bambino?».

C’è anche chi ricorda che Matteo Boe, nonostante abbia scontato 25 anni di reclusione per i reati commessi (Farouk lo accusò davanti ai giudici di avergli mozzato l’orecchio) non si è mai pentito.

Quando
l’ex primula rossa l’anno scorso ha deciso di tornare a vivere a Lula, nella casa che fu di sua madre, i suoi compaesani lo hanno accolto con un unico commento: «Ora basta, ha pagato il suo debito con la giustizia». Sono parecchi, sul web, a non pensarla ancora così.

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