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Troppi dubbi sui new jersey niente collaudo per il lotto 0

La denuncia della Uil: l’Anas non ha dato il via libera perché non sono sicuri

SASSARI. Le scorse settimane i lotti della Sassari-Olbia 0 e 1 sono finiti sotto la lente della commissione collaudatrice. Due ingegneri, Marzi e Arcoleo, e una dirigente dell’amministrazione generale Anas, Tartaglini, avevano il compito di mettere la firma sulla compatibilità dei due tratti di strada rispetto a normative e progetti.

Il lotto uno (Ploaghe-Ardara) ha ottenuto il collaudo definitivo (a condizione di uno scivolo da inserire all’incrocio per Ardara), invece la porzione che da Sassari si allunga sino al bivio per Ploaghe è finita in stand-by. Nessuna firma da parte dei commissari, e ancora niente consegna ufficiale dell’opera.

«Il motivo è sempre lo stesso – spiega il segretario della Feneal Uil Marco Foddai – i new jersey inseriti dall’Anas nel progetto non sono a norma per gli spazi sulla Sassari-Olbia, non salvaguardano al 100 per cento la sicurezza degli automobilisti che percorrono quell’arteria, e i collaudatori lo sanno bene. Ed è per questo che ci pensano due volte prima di assumersi una pesante responsabilità». La vicenda in realtà era già venuta alla luce nel 2016, con una battaglia a colpi di esposti in Procura.

L’incidente. C’è un recente fatto di cronaca che suggerisce cautela. La strage degli studenti del bus sulla Brescia Padova avvenuto il 20 gennaio. Il pullman nei pressi di Verona ha sfondato il guardrail e si è schiantato contro un pilone. Per quei 17 ragazzi morti ci sono 6 avvisi di conclusioni di indagini, con l’accusa di omicidio stradale. Tra i nomi ci sono anche i collaudatori dell’Anas.

«Il discorso sul lotto 0 è lo stesso, e il medesimo problema – prosegue Foddai – lo ritroviamo sui lotti 7-8-9 non ancora collaudati. La barriera di protezione non è adatta ad assorbire un urto in presenza di un ostacolo fisso ravvicinato, come in questo caso un pilone in cemento armato. E il magistrato ha chiesto conto a tutti: ai progettisti e a chi ha messo la firma sul collaudo dell’opera. Perciò chi sulla Sassari Olbia ha intenzione di avvallare la posa di new jersey che non garantiscono la sicurezza stradale, sa bene che in caso di incidente sarà chiamato a risponderne. D’altronde la Procura di Tempio ha già un fascicolo su queste presunte irregolarità».

Barriere non adatte. Da un punto di vista tecnico il problema è questo: le barriere protettive posizionate al centro della carreggiata non sarebbero adatte al tipo di spartitraffico nel quale saranno alloggiate. Perché, dicono i calcoli matematici, se un camion del peso di 38 tonnellate dovesse perdere il controllo e andasse ad impattare sul new jersey posizionato al centro della carreggiata alla velocità di 67 chilometri orari, il risultato sarebbe questo: la barriera verrebbe trascinata di lato e si sposterebbe di 2,5 metri e andrebbe ad invadere la corsia di sorpasso opposta per 92 centimetri. Quindi se nel preciso istante in cui un autoarticolato impatta la barriera, nell'altro versante della strada sopraggiunge una vettura in fase di sorpasso, il new jersey non conterrebbe lo sconfinamento e il muso dell'auto molto probabilmente finirebbe contro il mezzo pesante. Questa tipologia di barriere in cemento, classificate col nome H4-W7-ASI C, è stata già posizionata nei lotti della Sassari Olbia 0, che arriva sino a Ploaghe. Nel lotto 7 che per sette chilometri congiunge Monti a Su Canale; nel lotto 8 che arriva sino al bivio per Loiri e infine nell'ultimo segmento del lotto 9 che approda ad Olbia. In definitiva il new jersey h4-w7 è perfetto all'interno di spartitraffico larghi 4,26 metri, perché in caso di urto lo spostamento resterebbe relegato all'interno di un'area centrale neutra, dove non transitano veicoli. Ma sulla Sassari-Olbia la larghezza dello spartitraffico è di 2,50 metri, una misura che potrebbe risultare insufficiente per una barriera che per contenere gli impatti ha bisogno di ben altri spazi di movimento.

L’anomalia. «Ai collaudatori dell’Anas queste caratteristiche non sono certo sfuggite – spiega Foddai – tanto è vero che l’ingegner Nicola Marzi, componente della commissione, in fase di collaudo preliminare sul lotto 1 scrive: “conforme a legge”. Ma quando firma sul lotto 0 la dicitura cambia in “conforme a progetto”. E questo sembra il gioco delle tre carte, un modo per confondere le idee. Adesso vediamo cosa succederà al momento di certificare il collaudo definitivo».

Le soluzioni. L’Anas per sbrogliare la matassa può imboccare due strade: la prima è la sostituzione di 2 chilometri e 300 metri di guard rail con un altro modello in commercio, che invece avrebbe i requisiti per essere a norma nella Sassari-Olbia.

Oppure la seconda soluzione è apparecchiare in quel segmento di scorrimento veloce una serie di cartelli con limite di andatura. In fondo ci sono anche due svincoli abbastanza vicini, e quindi gli inviti alla prudenza sarebbero giustificati.

«Il problema è che prevedere dei limiti di velocità significherebbe declassare quel tratto di strada – conclude Marco Foddai – e siccome lo stessa tipologia di new jersey ce la ritroviamo anche nei lotti 7, 9 e 9, allora la porzione da declassare non sarebbe più solo di un paio di chilometri, ma ben più lunga. Noi seguiremo molto attentamente l’evoluzione di questi collaudi, e pretenderemo che tutte le norme sulla sicurezza vengano pienamente rispettate».

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