Uras agli alleati: andiamo oltre il centrosinistra

Il presidente di Cp in una lettera chiede subito incontri allargati sui temi e i programmi

SASSARI. Le prove di dialogo tra Campo progressista e Pd diventano sempre più serrate. Ma sembra cambiare l’ottica. Non più solo la ristretta coalizione di centrosinistra. L’avanzata gialloverde sembra avere aperto una breccia nel bipolarismo cristallizzato in Italia e anche nell’isola. La posizione è espressa dal presidente di Campo progressista Luciano Uras. In una lettera ai segretari di Pd, Comunisiti Italiani, Partito dei sardi, Rifondazione comunista, Sinistra italiana, , Art 1, Italia dei valori, Upc, Partito socialista, Rossomori, Italia in Comune, di fatto mette un primo perimetro di confronto con forze affini. «Campo Progressista ha inviato al segretario del Pd una lettera per avviare una intensa attività di dialogo e proposta tra forze politiche di cultura libertaria, democratica, progressista, di sinistra, autonomista e indipendentista». Uras mette in evidenza come le elezioni siano vicine e il lavoro fatto in questi anni in Regione dal centrosinistra. «Sul quale diamo un giudizio articolato e complesso, sul piano politico, fatto di luci e ombre. Non possiamo nascondere che il riassetto di medio termine, (c.d. rimpasto) più che rilanciare l’azione politica di maggioranza e giunta ha creato squilibri e tensioni. La pesante sconfitta del centrosinistra alle Politiche pone alla nostra attenzione questioni di merito e metodo che non possiamo tardare ad affrontare». Uras mette l’accento sulla necessità di trovare nuove vie. «In questa legislatura sono state fatte cose di rilievo, ma la percezione è che sia necessario fare di più. Serve il confronto politico. Non dobbiamo subire per nostre insufficienze, passività e divisioni, l’attacco politico dei movimenti populisti e delle politiche isolazioniste e conservatrici della destra nostalgica e antidemocratica. A nome di Campo Progressista chiediamo, a tutti voi, di incontrarci al più presto, in appuntamenti bilaterali. Dobbiamo affrontare questioni di rilievo assoluto come lavoro, spopolamento, insularità e continuità territoriale, scuola ed emigrazione. Dobbiamo lavorare alla costruzione di “una nuova coalizione programmatico-politica”. Non si tratta di rigenerare l’esistente, ormai appassito, attraverso percorsi di allargamento (centrosinistra appare una vecchia espressione confinata a definizione di schieramenti politici arcaici, da abbandonare in questo tempo di liste civiche e di civismo democratico, di nuova consapevolezza di essere popolo di sardi). Si deve costruire
il futuro partendo da bisogni e diritti, coniugandoli con i nuovi doveri di partecipazione. Strade nuove, nuovi protagonismi. E sulle scelte, anche quelle dei candidati comuni (deputato di Cagliari, presidente della Regione) definite attraverso processi democratici veri e condivisi».

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