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L’addio a Daniela, travolta da un camion sulla 131

Folla commossa a Cardedu. Controlli sul cellulare dell'autista del mezzo piombato sulla donna

INVIATA A CARDEDU. L’amore e il dolore si intrecciano nel ricordo di Daniela Mele. Questi sentimenti hanno unito le due famiglie. Quella d’origine e quella che la donna di 49 anni, travolta e uccisa lunedì mattina da un camion frigo in una piazzola di sosta della Nuoro-Olbia mentre tornava in Toscana dopo una vacanza in Ogliastra, aveva formato con suo marito Antonio Caligiuri. La famiglia Mele vive a Cardedu e qui ha atteso che la salma della donna, portata subito dopo l’investimento mortale all’ospedale San Francesco arrivasse da Nuoro. La famiglia Caligiuri, dopo il tragico incidente, è rimasta nel capoluogo barbaricino. Si sono ritrovate ieri pomeriggio nella chiesa parrocchiale di Cardedu dedicata a San Paolo e, unite dal dolore e dall’amore, hanno assistito con compostezza ai funerali celebrati dal parroco, don Danilo Chiai, e da altri cinque sacerdoti. La stessa compostezza, e forza, che mamma Albina ha mostrato poco prima di varcare l’uscio di casa per recarsi al rito funebre. «Sto andando in chiesa, non tardo» ha detto al marito Battistino, ignaro della disgrazia che si è abbattuta sulla sua famiglia. Neanche una parola di più è uscita dalla bocca dell’anziana donna.

La scelta sofferta di non rivelare la sorte della loro primogenita è stata dettata pure questa dall’amore, per non rendere ancora più pesante la già difficile esistenza dell’uomo, malato da tempo. E con la stessa forza d’animo, sorretta da Bastiana, l’unica figlia rimasta, suora in un monastero della Penisola ha atteso che il feretro della figlia, partita lunedì alle prime luci dell’alba per fare ritorno nella sua casa di Lucca, giungesse in chiesa. La bara, ricoperta da fiori rosa e bianchi è arrivata poco dopo le 15,30. Accompagnata da l’uomo che Daniela aveva scelto come compagno di vita e dai suoi due figli: una bambina e un ragazzo. Sulla bara una fotografia dove Daniela è ritratta sorridente e piena di vita, accanto i suoi familiari prostrati dalla sofferenza ma stretti in un unico abbraccio. Con loro anche l’unico fratello di Daniela, Pier Michele. «Il dolore e l’amore sono le cose più importanti nell’esistenza dell’uomo. E il dolore che oggi proviamo per la scomparsa di Daniela e l’amore che ha dato e ricevuto testimonierà per sempre il suo passaggio su questa terra» ha detto il sacerdote nella breve ma intensa omelia. Subito dopo la messa il corteo funebre ha imboccato la statale 125 alla volta di Tertenia. Nel cimitero del paese vicino, dove la donna aveva trascorso la sua infanzia, è sepolta la sorella scomparsa in giovanissima età. La famiglia ha voluto che Daniela riposasse accanto a lei. Poi il ritorno a casa per una giornata che deve essere di dolore e di amore. Per l’accertamento della verità c’è tempo. Quello che è accaduto ai margini della frequentata arteria stradale che la vittima stava percorrendo a bordo di un Land Rover Defender per raggiungere il porto di Olbia e imbarcarsi alla volta di Livorno, è al centro di un’inchiesta della Procura di Nuoro. L’autista del mezzo che ha investito la donna uccidendola sul colpo, un uomo di Uta che lavora per conto di una ditta di Monserrato, è risultato negativo all’etilometro. L’esame eseguito dagli agenti della polizia stradale di Bitti nell’immediatezza dei fatti non ha riscontrato tracce di alcool nel 40enne. Al vaglio degli investigatori anche il telefono cellulare dell’autista. Un accertamento tecnico servirà a stabilire se al momento dell’impatto costato la vita a Daniela Mele l’uomo stesse telefonando o mandando messaggi. Sotto sequestro è finito anche il camion frigo coinvolto nell’investimento mortale. Anche in questo caso una perizia potrà accertare i freni fossero funzionati o meno. La rottura dell’impianto dei freni è, infatti, tra le ipotesi sulla quale sta lavorando la Procura nuorese al pari delle altre ipotesi in campo.