Export sardo in crescita, la spinta dal petrolio

Il business isolano vale 5,4 miliardi. Il settore alimentare incide poco. Rallentamento nel primo trimestre 2018, ma volano chimica e metallurgia

SASSARI. Nel 2017 la Sardegna ha visto crescere le sue esportazioni, giunte a un valore complessivo di 5,4 miliardi di euro, del 27,8%, ben al di sopra della media nazionale (+7,4%). Ma attenzione: non si pensi che a incidere su questi progressi sia stato un incremento del business di attività legate, ad esempio, all’agroalimentare. La valutazione di questi dati non può prescindere dal fatto che in grandissima parte su questo boom isolano ha influito l'aumento del prezzo dei prodotti petroliferi. Lo rileva il rapporto annuale dell'Ice, agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane. La quota di export della regione sul totale nazionale è lievemente aumentata rispetto al 2016 e risulta pari all'1,2%. Anche sul lato delle importazioni si è rileva un forte aumento nel 2017 (+30,5%), nettamente superiore all'incremento dell'import complessivo italiano (+8,6%).

L'Isola rimane orientata verso mercati geograficamente vicini. I principali destinatari delle esportazioni sono stati i paesi dell'Ue, con una quota del 38,8%, seguiti da quelli dell'Africa settentrionale (21,9%) e dell'Europa non Ue (14,4%), in crescita rispetto ai 2016. La Spagna, assorbendo il 9,7% dell'export, risulta il principale paese partner della Sardegna, seguito da Gibilterra (+7,4%) e Paesi Bassi (+6,5%). In forte aumento i flussi di export verso Regno Unito e Tunisia (rispettivamente del +179,2% e +366,5%). Sono scese del 33,4%, invece, le esportazioni verso l'Arabia Saudita.

La crescita dell'export è quindi da attribuire principalmente al settore coke e prodotti petroliferi raffinati (+29,6%) che mantiene il primato sulle esportazioni regionali, con un peso dell'82,5% sul totale. Gli altri settori che hanno registrato una quota significativa di export regionale sono stati il metallurgico e il chimico (entrambi del 4,1%), e quello alimentare (3,3%) seppur in lieve calo (-1%) rispetto al 2016. Le esportazioni di servizi sono aumentate del 32%, per un valore complessivo di 865 milioni di euro, pari all'1,1% del totale nazionale. Gli operatori all’esportazione, in aumento del 3,5% rispetto all’anno precedente, sono stati pari a 1.207 unità nel 2017 (0,5 per cento del totale nazionale), con un valore medio esportato per operatore pari a circa 4,4 milioni di euro.

A livello provinciale, nel 2017 l’area di Cagliari pesa per circa il 90% delle esportazioni del totale regionale, con un aumento dei valori esportati del 29,1% rispetto al 2016. A incidere su questa preponderanza nettissima è proprio la presenza a sud dell’industria petrolifera. A eccezione di Ogliastra, perdono invece punti percentuali di quota tutte le altre province e si registrano variazioni negative nell’export sia di Nuoro (-8,7%) che di Carbonia-Iglesias (-8%).

I dati del primo
trimestre del 2018 non sono troppo rosei: le esportazioni di merci hanno registrato una variazione tendenziale negativa (-7%) con una contrazione del 5% per la raffinazione del petrolio, mentre sono in crescita i prodotti chimici (+39,4%) e quelli metallurgici (+20,7%). (a.palm.)

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