In Italia crescono i contagi Ancora gravi i 2 oristanesi

L’ultima vittima ieri nel Mantovano: a livello nazionale da giugno 11 decessi Martedì prossimo si riunisce a Cagliari l’unità regionale di crisi per la West Nile 

ORISTANO. Nei giorni in cui il virus della Febbre del Nilo fa la sua ricomparsa in Sardegna, con due casi a Tramatza e Terralba, nell’Oristanese, il bollettino dei decessi ne registra uno nuovo, che si aggiunge ai dieci già censiti dal mese di giugno dall’Istituto superiore della Sanità. L’ultima vittima è una donna di 77 anni del mantovano. È morta ieri, era all’ospedale dal 14 agosto e presentava i sintomi comuni ai casi più gravi: così come i due anziani, il pensionato 84enne di Tramatza e il 72enne originario di Terralba, febbre alta e forme neuro-invasive.

I due uomini hanno contratto il virus attraverso la puntura di zanzara Culex, insetto vettore, che trasmette la malattia dagli animali infetti (uccelli migratori o stanziali) all’uomo. Anche i loro rientrano nella lista dei 255 casi di WN in Italia rilevati dal 28 giugno scorso, inizio della sorveglianza. In Emilia Romagna sono 62, 34 in Veneto (6 nella sola provincia di Pordenone), secondo il bollettino dell’Iss e del Centro studi malattie esotiche dell’Istituto zooprofilattico dell’Abruzzo e Molise di Teramo.

In Sardegna, la West Nile si è manifestata nel 2011. Provincia di Oristano: sei casi, cinque morti. Nel 2012, altri due decessi. Per i due pazienti sardi, le prime avvisaglie si sono avute a metà mese. Sono stati ricoverati al San Martino di Oristano, poi la situazione è precipitata. La conferma della diagnosi di Febbre del Nilo si è avuta dalle analisi sul fluido cerebrospinale compiute nel policlinico di Monserrato. Il pensionato di Tramatza è in Rianimazione all’ospedale Santissima Annunziata di Sassari, il 72enne di Terralba è in Terapia intensiva a Oristano. Sono gravissimi.

Ieri i vertici del Dipartimento di prevenzione dell’Ats Assl di Oristano hanno incontrato i sindaci di Tramatza e Terralba per le misure da adottare. L’Oristanese, con le sue zone umide, è territorio d’elezione per le condizioni che favoriscono la diffusione della West Nile, tra le quali ci sono le variazioni climatiche di quest’anno: caldo torrido alternato a forti piogge. Un humus perfetto per il proliferare della zanzara Culex. L’Ats Assl di Oristano sistemerà le trappole vicino alle abitazioni delle persone colpite per verificare la presenza di zanzare infette. I sindaci hanno già emanato le ordinanze e lunedì la Provincia procederà alla disinfestazione. In alcuni casi, i Comuni si sono mossi autonomamente per la disinfestazione. Il 29 si riunirà a Cagliari l’unità regionale di crisi per la WN. Secondo il report della Ats Assl che ripercorre gli esordi e lo sviluppo della West Nile nell’Oristanese, «in provincia di Oristano, non
esiste il rischio zero. Bisognerebbe infatti abbattere tutta la popolazione delle zanzare e delle loro larve. L’unico obiettivo realisticamente raggiungibile è quello di contenere la diffusione e ridurre al minimo la densità del vettore e mettere in atto sistemi di protezione personale».

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