Mario Puddu chiude al Psd’Az: «Il M5s da solo alle elezioni»

Il candidato governatore dei 5 stelle respinge la corte del segretario sardista

SASSARI. Mario Puddu chiude a doppio mandata la porta aperta da Christian Solinas. Il segretario del Psd’Az non esclude la riproposizione a livello regionale dell’alleanza tra Lega e M5s, ma il leader del Movimento boccia senza mezzi termini un bis del contratto in versione sarda. «La linea è la stessa tracciata nelle scorse settimane – dice il candidato governatore –. Il M5s non fa alleanze con nessuno. Anche perché la situazione che stiamo vivendo a livello nazionale non è frutto di una alleanza ma di un contratto di governo fatto per non mandare all’aria milioni di voti ottenuti e per dare all’Italia il miglior governo possibile».

Quindi andrete da soli: è ufficiale?
«Andare da soli non ci spaventa. Anche 5 anni fa, quando tutti facevano alleanze e ammucchiate, noi ad Assemini al ballottaggio avevamo detto che i nostri alleati sarebbero stati solo gli asseminesi. E anche alle regionali non andremo da soli ma con i sardi e per i sardi. Come nessuno ha fatto finora».

Se il M5s va da solo la strada si fa più in salita.
«È vero, la legge elettorale regionale non prevede il secondo turno e favorisce le coalizioni, ma noi siamo fiduciosi. Ci rimangono questi mesi di campagna elettorale per convincere i sardi che l’unica soluzione possibile per uscire dallo stallo sia quella di avere un governo regionale a 5 stelle. Totalmente a 5 stelle, senza mix di colori».

Non vede il rischio che lo scontro in campagna elettorale con la Lega possa avere ripercussioni sul governo Conte?
«Nel nostro piccolo ci siamo già scontrati ad Assemini. La Lega appoggiava il candidato avversario e ha mandato a sostenerlo anche il ministro Centinaio. È andata come tutti sanno, ovvero con la vittoria della sindaca Licheri. L’auspicio è che accada lo stesso anche in Sardegna».

Le tensioni tra Salvini e parte del M5s, Fico su tutti, crede possano creare problemi nel vostro elettorato?
«Noi dobbiamo fare capire agli elettori, anche a chi oggi ha qualche titubanza di fronte alle esternazioni di Salvini, che esiste un contratto tra i due capi politici di M5s e Lega. Un contratto chiaro e preciso che non snatura il Movimento. Anche se, ci tengo ad aggiungere, sia la Lega che Salvini hanno anche loro elementi positivi. A partire da quella volontà di rompere col passato e di partecipare insieme a noi al cambiamento auspicato dagli italiani».

Ma nell’isola la Lega potrebbe andare col centrodestra.
«Se la Lega rifacesse l’accordo con quelli che hanno governato prima di Pigliaru avrei più di un dubbio sulla loro reale volontà di cambiamento in Sardegna».

Nel 2014 il M5s non si presentò. Lei andò a votare?
«Votai per una persona che già da allora stimavo molto e oggi è deputato M5s, Pino Cabras (candidato con Sardegna possibile di Michela Murgia, ndr). Il presidente non lo dico, ma non fu né Pigliaru né Cappellacci».

Destra e sinistra non esistono più?
«Abbiamo superato questo schema. E io lo posso dire soprattutto dopo l’esperienza da sindaco, dove a guidarti è soprattutto il buonsenso».

I suoi avversari saranno centrosinistra e centrodestra?
«Quando c’è una scadenza elettorale le coalizioni riescono sempre a trovare la quadra. Non hanno mai quella maturità civica che nel 2014 spinse il M5s a non presentarsi in Sardegna. Quando non si è in grado di offrire una soluzione migliorativa della vita dei sardi e della Sardegna sarebbe meglio fare un passo indietro come noi 5 anni fa».

Ha mai pensato che quella decisione sia stata

un errore?
«In quel momento ero dispiaciuto, ma alla fine credo sia stata la scelta più giusta, saggia e onesta. Oggi siamo maturati in tutte le forme, grazie anche all’attività di governo nei comuni, ma anche a quella di opposizione. E ora siamo pronti a governare la Sardegna».

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