Piogge record ad agosto in Sardegna, campagne in ginocchio

Coldiretti: milioni di danni, si sommano ai 300 provocati dalla siccità nel 2017

SASSARI. Piogge torrenziali, strade trasformate in fiumi da un momento all’altro, fulmini e grandine in quantità mai vista, danni alle infrastrutture e nelle campagne: signori, è l’estate 2018, una modalità della “bella stagione” cui si spera di non doversi abituare. È quanto accaduto in particolare negli ultimi giorni. Tanti i centri colpiti, la parola d’ordine è emergenza. I conti si faranno alla fine ma ci sono già milioni di euro di danni che vanno a sommarsi ai 300 (stima Coldiretti Sardegna) subiti lo scorso anno a causa della siccità.

Agosto da record. Un dato è già chiaro: quello in corso è l’agosto più piovoso dal 1922, cioè da quando si raccolgono i dati, con medie che raggiungono anche il +1000%. Dalle rilevazioni di Sardegna Clima, agosto 2018, specie nella parte costiera e occidentale, può già essere classificato come eccezionale per gli accumuli pluviometrici. Le medie mensili in questo mese oscillano da pochi millimetri delle aree costiere meridionali (5/8) ai 30/40 delle zone interne e di montagna. A oggi ci troviamo di fronte a dati provvisori addirittura prossimi ai 200 millimetri tra Goceano e Barbagia. Anomalie che si fanno ancora più estreme (aumento del 1000%) sui settori meridionali: sull'hinterland di Cagliari si registrano picchi fino a 140 millimetri.

Senza pioggia per 3 giorni. I brevi ma violenti e continui temporali, accompagnati spesso dalle grandinate causati dalla presenza di aria fredda in quota, e molto calda e umida al suolo, stanno interessando tutto il territorio regionale, ma in particolare il centro sud dove ha piovuto per 20 giorni su 23, un vero record se si pensa che negli ultimi 5 anni la media delle giornate piovose ad agosto era di 3 giorni (in tutto il mese).E dire che appena 8 mesi fa si faceva la conta di quelli dovuti alla mancanza di precipitazioni (nel 2017, sempre secondo Sardegna clima, gran parte del territorio sardo ha chiuso con soltanto la metà del cumulato pluviometrico rispetto alla media con punte del 65-70%).

Agricoltura in ginocchio. Tutto ci si sarebbe potuto attendere, ma non che il mondo agricolo potesse accusare danni dalla troppa acqua. Agosto segue infatti una primavera molto piovosa con un maggio eccezionale tra i più ricchi di precipitazioni di sempre (in varie località si sono superati i 200 millimetri mensili, evento di per se raro, eccezionale se riferito a maggio). «Primavera – fa sapere Coldiretti – che aveva già arrecato notevoli danni all’agricoltura in particolare alla frutta (fragole, albicocche, ciliegie e pesche. Perdite, soprattutto per le precoci, che si aggirano dal 40 anche al 70%), il grano ed in particolare per il Cappelli, ma anche le ortive (ritardi nella messa a dimora delle piantine e terreni allagati), e per i foraggi, il riso e le vigne». Agosto è stato il colpo di grazia per molte colture, anche a causa dei funghi che in questo habitat proliferano.

Viticoltura e frutta. Tra i più penalizzati i vignaioli, già colpiti dalla siccità 2017. Alcune cantine – dice Coldiretti – hanno dovuto interrompere la vendemmia e non potranno riprendere prima di 15-20 giorni, con perdite del 40 % e punte del 70. Il problema riguarda tutta la Sardegna, in particolare dalla Planargia e Barbagia in giù. I frutticoltori si ritrovano con frutteti allagati e tappeti di frutta marcia a causa dei parassiti, che potrebbero creare problemi alla pianta stessa, minata anche dall’eccesso idrico. Le perdite sono intorno al 50% per pesche, susine, ma anche meloni e angurie (a volte spaccate dalla grandine), che si sommano a quelle della primavera quando andò perso tra il 50-70% di ciliegie e fragole e il 40% di albicocche.

Pomodoro e ortive. Per Coldiretti, rischia di avere il raccolto compromesso il mondo del pomodoro da industria; perdite tra il 60 e 70%, dopo il -30% dello scorso anno per la siccità. Fatali soprattutto le precipitazioni dell’ultima settimana che hanno distrutto i pomodori pronti per la raccolta. E poi i danni a melanzane, peperoni, ortaggi, specie nel sud; ai carciofi, ma anche al riso, coltivato in ritardo a causa delle piogge di maggio e ora sotto attacco dal brusore, la più grave patologia funginea. E poi le perdite dell’erba medica, i danni agli oliveti, alle strade rurali, ai pascoli.

Subito aiuti. «Il riconoscimento dello stato di calamità è doveroso – dice il presidente di Coldiretti Battista Cualbu – ma è fondamentale intervenire immediatamente perché le perdite sono molto alte e non dobbiamo dimenticare che questi prodotti coltivati e raccolti a seguito di tante spese poi sono pagati all’agricoltore
sottocosto per via di filiere troppo lunghe e spesso poco trasparenti. Per fronteggiare questi danni gli imprenditori agricoli hanno bisogno di liquidità, ci appelliamo alla Regione affinché i denari già stanziati per la siccità 2017 (45 milioni) siano erogati a brevissimo».

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