La proposta di Briatore divide la politica: no di M5s e Pds, sì di Fi

L’idea dell’imprenditore: lasciate costruire a meno di 300 metri dalla costa. I parlamentari grillini: proposta inaccettabile. Il dem Manca si dice possibilista

SASSARI. La ricetta Briatore divide la politica. Il turismo secondo mister Billionaire - stop al vincolo dei 300 metri e più posti letto negli hotel - non conquista tutti. Anzi. Dal Movimento 5 stelle al Partito dei sardi, è un coro di critiche alle parole del manager. A favore di Briatore si schiera l’ex governatore Ugo Cappellacci, deputato di Forza Italia, mentre dal Pd il parlamentare Gavino Manca apre a una rivisitazione dei 300 metri. Insomma, non tutti riconoscono il manager di Cuneo nella veste di guru del turismo isolano. In particolare sul binomio ambiente-turismo. «La limitazione delle costruzioni a 300 metri dal mare va eliminata, con i dovuti contrappesi e obblighi», ha detto Briatore in una intervista alla Nuova.

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M5s all’attacco. «Non siamo assolutamente d’accordo – taglia corto il deputato grillino Mario Perantoni –. Già la linea dei parlamentari del Movimento è contraria alla legge urbanistica della giunta Pigliaru, figuriamoci all’idea di Briatore di eliminare i vincoli sulle coste. Una proposta inaccettabile. Non è un tema su cui si può aprire neanche una discussione. Io non discuto che Briatore abbia prodotto ottimi risultati come manager e sia da anni uno dei punti di riferimento della managerialità in Costa Smeralda, ma allo stesso tempo è uno dei tanti che sfrutta solo quell’arco temporale di un mese e mezzo e non fa nulla per allungare la stagione. Un manager come lui, che ha mezzi e conoscenze, potrebbe fare di più per la Sardegna. Siamo tutti d’accordo che è bella da nord a sud, ma la soluzione non possono essere nuovi hotel. È inutile realizzare nuove costruzioni quando abbiamo per 10 mesi all’anno alberghi e seconde case vuote». La teoria Briatore non convince neanche Nardo Marino, anche lui deputato a 5 stelle. «Le sue parole sono una contraddizione netta. Da una parte dice che la ricchezza della Sardegna sono le sue bellezze naturali, dall’altra sostiene che si debba poter costruire nella fascia dei 300 metri andando a pregiudicare questa ricchezza. Sinceramente non capisco questo suo concetto, a meno che stia parlando di un turismo esclusivamente elitario. Ma oggi la Sardegna fa i conti con un nuovo tipo di turismo. Detto ciò, io sono convinto che chi ha già costruito debba essere messo nelle condizioni di restare sul mercato attraverso ammodernamenti e restauri. Ma non deve trattarsi di occasioni di speculazione. Tocca alla politica attuare politiche di controllo».

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Il no del Pds. Il presidente del Partito dei sardi, Franciscu Sedda, ha in testa l’eliminazione di altri vincoli. «Secondo me il vero vincolo che bisogna togliere alla Sardegna è quello con l’Italia. Uno Stato malato di burocrazia, tasse, incompetenze, dove i buoni e gli onesti sono i tartassati mentre gli ipocriti sono sul piedistallo. Il vero vincolo che penalizza la Sardegna è l’impossibilità di mantenere nell’isola la ricchezza che viene dal turismo. Se noi non gestiamo i trasporti, se le tasse non restano qui, se quello che si consuma non è prodotto in Sardegna il problema non si risolve. Chi viene qui deve lasciare ricchezza e non portarla altrove. Ricchezza che significa lavoro, ma anche trasporti, servizi, intrattenimento. Noi dobbiamo aumentare l’incidenza del turismo sul Pil, dal 7 al 15 per cento. Noi dobbiamo fare crescere questa ricchezza senza distruggere. La riforma dell’urbanistica, un lavoro molto complesso, va in questa direzione: non tocca i 300 metri ma rimette tanti alberghi invecchiati nella condizione di poter allungare la stagione. Discorso che vale anche per il patrimonio immobiliare che non si trova sulla costa».

Forza Italia plaude. Chi sta con mister Billionaire senza se e senza ma è l’ex governatore Ugo Cappellacci. «Briatore è un imprenditore illuminato. In passato è stato molto criticato ma la sua storia parla da sola. È una persona che si intende di turismo, ha creato un business importante e tutti abbiamo il dovere di ascoltare una voce autorevole. Io credo che le indicazioni di Briatore siano utili. Anche noi siamo per la tutela delle bellezze straordinarie della nostra isola, ma siamo anche convinti che la tutela si possa sposare con il turismo di qualità. Noi siamo per la valorizzazione dei luoghi senza impattare sull’ambiente. La dimostrazione che questo si possa fare è la Costa Smeralda, creatura di un uomo illuminato come l’Aga Khan».

Il Pd apre. Il consigliere regionale Roberto Deriu sceglie il «no comment». Parla invece il deputato Gavino Manca, che non chiude alla ricetta Briatore. «I 300 metri sono una tutela fondamentale, ma sono anche convinto che sia necessaria una integrazione tra quelle che sono le necessità di un territorio e la tutela ambientale. Per questo dico che non sono contrario in assoluto a una rivisitazione dello stop dei 300 metri. Ci sono immobili realizzati entro la fascia costiera che sono esemplari. Io credo che alcune cose si possano fare, ma sempre in base alle esigenze del territorio».

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