Erriu: «Il vincolo esiste da 30 anni e non si tocca»

L’assessore a mister Billionaire: giusto ampliare la stagionalità, inizi lui a tenere aperto più di 2 mesi

SASSARI. Assessore Erriu, per Briatore la Costa Smeralda necessita di un piano che in 15-20 anni faccia crescere i posti letto negli hotel di 2mila unità. Cosa ne pensa?

«La Sardegna ha senz’altro bisogno di più posti letto soprattutto nelle aree meno sviluppate dal punto di vista turistico. In Costa Smeralda il processo si potrà articolare, secondo le disposizioni previste nella legge urbanistica attraverso un incremento di servizi e posti letto esistenti nonché attraverso la trasformazione delle residenze in strutture ricettive. La costruzione di eventuali altri hotel è soggetta alle regole vigenti di dimensionamento che devono tener conto dei carichi antropici che le coste sono in grado di sopportare».

Per il manager il limite dei 300 metri va superato.

«In Sardegna il vincolo di inedificabilità entro la fascia dei 300 metri, parliamo di nuovi manufatti, esiste da 30 anni e nessuno la mette in discussione. Altra cosa è l’ampliamento delle strutture esistenti sempre che non siano state già ampliate con i vari piani casa».

Il turismo è l'industria dell’isola, dice ancora Briatore.

«Il turismo in Sardegna vale l’8% del Pil. Dobbiamo fare il possibile per migliorare la situazione. Occorre ampliare la stagionalità: portare i turisti nelle zone interne e in quelle meno battute. Del resto lo stesso Briatore tiene aperte le sue strutture solo due mesi all’anno contraddicendo le sue affermazioni sulla necessità di ampliare i tempi. Di certo è necessario potenziare i servizi utili alla destagionalizzazione o, per meglio dire, al soddisfacimento di altri turismi differenti da quello strettamente balneare: turismo congressuale, incentive ed eventi, turismo sportivo, e anche il golf ma nel rispetto delle regole vigenti in materia di paesaggio».

Ancora Briatore: la Sardegna non è costosa, soprattutto se messa a confronto con Ibiza.

«La vera Sardegna non è cara, se si intende quella delle
zone interne e delle aree meno frequentate dal turismo di massa, dove non c’è il lusso ma qualità ambientale e natura. Certamente il turista è disposto a pagare un prezzo elevato a condizione che i beni ambientali e paesaggistici siano accompagnati da servizi adeguati». (al.pi.)

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