Piana: 11.500 non potranno produrre il porcetto

Il presidente del Centro studi agricoli attacca la legge regionale: «Così sarà la fine del comparto»

SASSARI. «Con l’applicazione della legge regionale 28 del 2 febbraio 2018 sono circa 11.500 gli allevatori che non potranno produrre il classico porcetto, e non 314 come afferma l’assessore regionale all’agricoltura. Un vero dramma». Ad affermarlo è Tore Piana, presidente del Centro studi agricoli, che afferma di aver fatto questo calcolo «sulla base di dati ufficiali delle Camere di commercio, della banca dati nazionale e attraverso informazioni raccolte da autorità preposte, da pareri scritti sia fiscali che legali sulla stessa legge e sulle norme». Secondo Piana occorre modificare urgentemente la legge «altrimenti sarà la fine definitiva del comparto». La normativa pone agli allevamenti familiari un limite di 4 capi senza riproduttori (cioè senza possibilità di far nascere lattonzoli).

Il gruppo tecnico del Csa per primo aveva sollevato la questione e «nei giorni scorsi il centrosinistra e l'assessore dell'agricoltura Pier Luigi Caria avevano difeso la legge sostenendo che non vi sarebbero state conseguenze per il settore», ricorda Piana. Il resto della legge regionale, spiega il presidente del Centro studi agricoli, «è da ritenersi utile e innovativo, anche in virtù del debellamento definitivo della peste suina africana».

Secondo Piana, «in Sardegna, risultano 2128 imprese attive, iscritte nelle 4 Camere di commercio, che secondo quanto disposto dall’articolo 4 della legge regionale 28/2018, sono le uniche ad essere classificate “professionali” e che quindi potranno produrre suinetti. Mentre risultano 15025 aziende o allevamenti iscritti alla banca dati nazionale con la dicitura “allevamento da riproduzione”. Questo significa che in tutta la Sardegna esistono e ci saranno ben 12.897 allevatori che non potranno produrre suinetti, perché non hanno le qualifiche richieste dalla legge».

Al netto degli aggiornamenti, «possiamo affermare che in Sardegna saranno circa 11.500 gli allevatori che non potranno più produrre maialetti». Critiche anche all’articolo 9, «che ci trova nettamente contrari alla promozione e sostegno, con fondi pubblici regionale, all’incrocio della razza del maiale sardo.
Al contrario, riteniamo che debba essere salvaguardata e aiutata affinché non venga estinta, ecco perché sosteniamo con forza la nascita di un comitato di tutela del “Porcetto sardo Doc” al quale –promette già Piana – offriamo sostegno e supporto tecnico e logistico». (a.palm.)

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