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Otto ragazzi bloccati dalla svista dei vigilantes e la nave per Olbia li lascia a terra

Dovevano imbarcarsi alle 8 del mattino a Genova e partire un’ora dopo

GENOVA. Dovevano imbarcarsi alle 8 del mattino e partire un’ora dopo. La tratta è un classico: Genova – Olbia. Peccato che gli otto ragazzi diretti in Sardegna abbiano visto la nave partire dalla banchina dopo aver perso più di un’ora per cercare di convincere un vigilante del porto che il traghetto in partenza dalla banchina fosse il loro. Un dialogo surreale riassunto da uno dei protagonisti, Marco Lilliu di Villamassargia: «Siamo arrivati al porto in perfetto orario ma quando ci stavamo avvicinando all’imbarco siamo stati bloccati da un vigilante che sosteneva che il traghetto stesse completando le operazioni di sbarco». Nonostante fosse chiaro che il traghetto fosse in partenza, il vigilantes non ha voluto sentire ragioni e ha tenuto i ragazzi sulla banchina. Fino a quando il traghetto ha alzato il portellone e ha mollato gli ormeggi, allora anche lui si è reso conto della svista. I ragazzi, però, sono riamasti sulla banchina: «Assurdo. E ci hanno lasciati senza alcun tipo di informazioni. Solo intorno alle 21 ci hanno detto che, forse, ci saremmo imbarcati su un traghetto in partenza a mezzanotte, dopo 16 ore di attesa al porto. Il problema è che adesso i controlli vengono svolti da una società di vigilanza i cui agenti, evidentemente, non hanno molta dimestichezza con il lavoro». Dopo essere rimasti a terra, i giovani hanno presentato una denuncia al posto di guardia della Capitaneria di porto, che è intervenuta proprio con l’istituto di vigilanza: «Saremo anche giovani ma non siamo degli sprovveduti – conclude Nicola – Ma perdere un giorno per un errore di questo tipo è una cosa assurda».